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Ultimo aggiornamento il 21/08/2019 alle ore 18:56

Attualità e Politica

18/07/2019 | 14:04

Giochi, Tar Liguria: distanze minime non valgono per sale vicine a strutture ricettive

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ROMA - Dal Tar Liguria arriva una nuova bocciatura al regolamento sui giochi di Sarzana (SP), che prevede almeno 300 metri di distanza tra le sale e i luoghi sensibili come scuole e chiese. Nella sentenza pubblicata oggi, che accoglie il ricorso presentato dalla società Società Star Future, tornano in primo piano le "strutture ricettive", già al centro delle critiche del Tar, quasi due anni fa. A fine 2016 il tribunale amministrativo aveva annullato l'estensione del "distanziometro" anche alle strutture ricettive, un riferimento ritenuto troppo generico. Successivamente il Comune era intervenuto a modificare il regolamento: invece delle "strutture ricettive", il divieto era stato disposto in particolare per le «strutture ricettive ubicate in via Variante Aurelia e in via Variante Cisa, in quanto vie in cui insistono locali pubblici, frequentati particolarmente da giovani». Alla Star Future, proprietaria di una sala sulla Variante Aurelia, era stata negata dal Comune l'autorizzazione all'attività, una decisione ritenuta illegittima dal Tar: «Non si comprende il nesso logico esistente tra le strutture ricettive e la giustificazione che è stata data al divieto - scrivono i giudici - Se il divieto è giustificato con la presenza sulle vie Variante Aurelia e Variante Cisa, di numerosi locali frequentati da giovani non si comprende per quale ragione l’amministrazione comunale non abbia fatti riferimento a questi locali per individuare i luoghi sensibili. I locali stessi avrebbero potuto, infatti, costituire il luogo sensibile in relazione al quale misurare la distanza prevista dalla norma». In questo caso, invece, «Non è dato comprendere la ragione per la quale, a fronte della presenza di numeroso pubblico giovanile nei locali insistenti su tali vie, il Comune abbia individuato quale punto sensibile le strutture ricettive». La disposizione del regolamento è stata quindi giudicata «irrazionale e sfornita di adeguata istruttoria» ed è stata annullata. LL/Agipro

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