Attualità e Politica
26/11/2021 | 09:36
26/11/2021 | 09:36
ROMA - «Il settore ha bisogno di normalità, è ora di uscire dal recinto e non parlare più soltanto di distanze, preu o orari. La giornata di oggi, in questo senso, ci rende orgogliosi, quello che ho visto è la conclusione di un viaggio iniziato più di 10 anni fa quando qualcuno ci chiamava 'attaccaspine'. Le nostre aziende sono ripartite e le stiamo affiancando nella delicatissima fase della transizione 4.0 che, se applicata con i giusti crismi, potrebbe alleggerire la quasi totale scomparsa dei ricavi di questi ultimi anni. Questa mattina, le mie preoccupazioni sull'applicazione di questa rivoluzione al settore del gioco scompaiono. Siamo pronti anche noi ad affrontare la modernizzazione delle nostre aziende, come già stanno facendo altri settori. Sarà prioritario, nei prossimi giorni, capire se il settore del gioco potrà aggiungersi ai 200 distretti industriali già presenti in Italia». Lo ha detto Massimiliano Pucci, presidente di Astro-Confindustria Sit, intervenendo ieri a Ferentino (FR) alla presentazione di Be Hind, un software di gestione per operatori dell’automatico realizzato da Jasmine Play, che consente di conoscere in tempo reale la situazione del parco macchine per le società di noleggio apparecchi.
Accanto ai progetti futuri, ora c’è anche la feroce attualità. «Dopo un lungo periodo – ha detto ancora Pucci - lo scorso anno abbiamo passato il primo Natale tranquillo, ma solo perché eravamo chiusi. Per sei-sette anni siamo diventati i colpevoli di un paese allo sbando, pagando continuamente il conto con aggressioni mediatiche e rialzi di tassazione. Gli oneri concessori in Legge di Bilancio 2022, anticipati in questi giorni, se confermati, significherebbero la fine del comparto, sarebbero una mossa quasi sadica: dopo un anno e mezzo di chiusura e con appena il 5% dei ristori ottenuti, ci capita un salasso che non è in linea con l'idea di un Paese che vuole ripartire. Tutte le prospettive future si fondano sul riordino, che l’Europa ci impone per poter organizzare delle gare, per usare le parole del sottosegretario Freni, presidio di libera concorrenza. Noi siamo pronti. Astro presenterà la sua proposta complessiva martedì prossimo: una proposta che nasce non nei nostri consigli di amministrazione, ma è frutto di anni e anni passati a confrontarci con i territori e con le realtà associative del terzo settore. Una proposta che non premi un segmento a dispetto di un altro, capace di attenuare le troppe conflittualità presenti nel settore, capace di dare stabilità ad un comparto che ne è sempre stato privo e che si inserisca nella migliore tradizione della politica industriale del nostro Paese. Intanto, ci siamo portati avanti con il superamento della figura del gestore, ormai siamo operatori di gioco che lavorano nel settore degli apparecchi, delle scommesse e del gioco online. Entriamo in una fase di riordino che non deve essere episodica – come sostiene il sottosegretario Freni - e soprattutto non deve lasciare indietro nessuno».
Di sicuro, c’è da fronteggiare l’emergenza-illegalità: «Non si può combattere proponendo di togliere i nostri prodotti dai generalisti: sembra un ossimoro e il settore non ha bisogno di proposte pasticciate e confuse ma di idee forti capaci di mettere insieme le nostre esigenze con quelle dei territori che ci ospitano e offrire delle risposte serie e credibili per il contrasto alle azzardopatie. Il punto critico è che il settore è assente nelle sedi decisionali, ad esempio nell’Osservatorio sul Gap del ministero della Salute. Chi ha sottovalutato la situazione ha visto poi pubblicare - pochi giorni dopo il lockdown - una circolare sui rischi delle riaperture dei negozi di gioco: un documento basato solo su opinioni personali che poteva mettere in ginocchio un intero settore industriale», ha concluso Pucci.
NT/Agipro
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