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Ultimo aggiornamento il 17/04/2024 alle ore 20:36

Attualità e Politica

19/02/2024 | 16:01

Giochi, Consiglio di Stato conferma i limiti orari a Milano: “Non prevista la partecipazione delle Asl nei procedimenti per adottare le limitazioni”

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Giochi Consiglio di Stato conferma i limiti orari a Milano “Non prevista la partecipazione delle Asl nei procedimenti per adottare le limitazioni”

ROMA – I limiti orari stabiliti dal Comune di Milano sono legittimi e vanno rispettati. È quanto ha stabilito la Quinta Sezione del Consiglio di Stato che, con una sentenza, ha respinto il ricorso di una società contro la relativa ordinanza sindacale emanata nel capoluogo lombardo. Con un provvedimento del 2014, infatti, a Milano è stato stabilito che i terminali possano restare in funzione dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23. Palazzo Spada ricorda che “il Sindaco può disciplinare gli orari delle sale giochi e degli esercizi nei quali siano installate apparecchiature per il gioco per esigenze di tutela della salute e della quiete pubblica” e, alla lamentata esclusione dell’Asl dal procedimento decisionale, risponde affermando che “nessuna norma prevede la necessaria partecipazione della Asl nei procedimenti volti all’adozione di provvedimenti limitativi dell’attività delle sale da gioco”. La ricorrente ha portato all’attenzione del Collegio la differenza della norma del 2014 rispetto ad una che, solamente un anno prima, stabiliva un limite orario dalle 10 all'1; il presidente ha ritenuto “infondato” tale motivo di contesa. Allo stesso tempo, viene giudicato “irrilevante il fatto che i gestori, a causa del provvedimento impugnato, sarebbero stati costretti a disattivare gli apparecchi, circostanza che avrebbe potuto pregiudicare i flussi informativi ed esporli a gravi responsabilità sia nei confronti dei concessionari di riferimento che della stessa Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”. 

Il Consiglio ha confermato la validità di una sentenza del Tar regionale che, nel 2019, aveva già respinto un ricorso della società, e ha ribadito che la stessa “non era stata in grado di confutare, come avrebbe dovuto, i dati emersi nel processo che attestavano un rapido aumento della diffusione del fenomeno ludopatico nel contesto territoriale di riferimento”, i quali rafforzano la necessità di una limitazione oraria. 
GF/Agipro

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