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Ultimo aggiornamento il 25/09/2021 alle ore 21:03

Attualità e Politica

17/06/2021 | 16:52

Giochi, Vallone (direttore Dia) in Commissione Antimafia: "Prima della legalizzazione il settore era in mano alla criminalità"

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Giochi Vallone direttore Dia Commissione Antimafia legalizzazione criminalità

ROMA - Prima della legalizzazione, «il gioco era in mano alla criminalità organizzata ma, anche quando è diventato lecito», è rimasto «un campo di interesse». Lo ha detto il direttore della Direzione investigativa antimafia, Maurizio Vallone, rispondendo a una domanda nel corso di un'audizione in Commissione Antimafia. Gli apparecchi da gioco e le scommesse «sono i due settori fondamentali di interesse» della criminalità organizzata, che «altera il software all'interno delle macchinette», applicando un payout inferiore a quello previsto dalla legge: in questo modo, «tutto il margine di differenza viene incassato direttamente dalla criminalità».
Un altro settore di infiltrazione «è quello del betting», come testimonia anche «l'ultima operazione di Catania, che ci ha dato ulteriori verifiche». La criminalità organizzata usa «dei provider esteri, che hanno sede nei paradisi fiscali» e che sono «scollegati dai canali previsti per legge». In questo modo, «si viaggia esclusivamente sul canale illegale» e le organizzazioni criminali «incassano quanto dovuto» al posto dello Stato, ha concluso.
MSC/Agipro

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