Attualità e Politica
12/03/2024 | 15:55
12/03/2024 | 15:55
RIMINI – All'indomani dell'approvazione del decreto sul riordino del gioco online da parte del Consiglio dei Ministri, le associazioni di categoria si sono ritrovate a discutere della fase di cambiamento in atto durante il convegno “Luci e ombre del riordino del gioco pubblico” a Enada Primavera, in corso alla Fiera di Rimini. “Tante piccole e medie imprese non potranno partecipare a questo bando, perché sette milioni se li possono permettere pochissime aziende - spiega Domenico Distante, presidente di Sapar. Non abbiamo avuto ascolto dalle istituzioni. Abbiamo sollevato i problemi in questi ultimi mesi. Volevamo un riordino in cui fossero inserite tutte le tipologie di giochi, e ci hanno risposto che era più semplice fare il riordino sull'online, perché sul fisico serve il confronto con la Conferenza Unificata. Ci troviamo ancora a far fronte a città che limitano a cinque ore l'utilizzo degli apparecchi”.
“L'interdipendenza tra i segmenti di gioco comporta diverse problematiche che potranno esserci nei mesi futuri - afferma Emmanuele Cangianelli, presidente di Egp-Fipe -. Basti pensare che gli stessi tipi di gioco, se fruiti in un apparecchio in un bar con un tablet a distanza di pochi centimetri hanno un payout molto diverso. Il disallineamento andrebbe sempre allontanato dalle scelte dei legislatori. Al centro ci dovrebbero essere le scelte del consumatore. Questo non vuol dire che non debbano restare ben distinte le regole tra i luoghi e le modalità di gioco. Vedo una luce - conclude - perché si sta cercando di superare quelle complicazioni che ci sono stati per molti anni”. La particolare attenzione del Governo nei confronti di una nuova regolamentazione anticipata del gioco online si spiega – ha aggiunto - con l’esplosione di questo canale distributivo e per la presunzione che esso non sia correlato alla rete fisica: “I dati mostrano una realtà diversa, con oltre il 35% delle giocate online, quindi più di 1 su 3, generate da conti attivi presso punti vendita sul territorio. Ancora più ampia è la dimensione delle ricariche in contanti sui conti gioco online. Si tratta di numeri importanti, che vanno considerati anche nell’ottica di prevenire le dipendenze patologiche”.
“Dobbiamo sottolineare il fatto che siamo di fronte a un Governo che dopo pochi mesi ha espresso la volontà di fare un riordino, inserendo una valutazione importante nella delega fiscale – le parole di Geronimo Cardia, presidente di Acadi -. Dopo l'approvazione della delega l'attività non si è fermata”. Quanto alla separazione del riordino fisico e di quello online, Cardia spiega che “sono due mondi diversi dall'altro, non solo per tutti i parametri, ma anche per le filiere che esprimono in termini di occupazione, di grandezza delle aziende, di PIL. Negli anni la domanda di gioco si è spostata, e chiaramente non si è spostata solo per il Covid. Regioni e Comuni pensano che il problema siano gli apparecchi. Ci sono fasce orarie per l'accensione che sono impossibili da rispettare. Il legislatore dovrebbe fare una grande riflessione sullo spostamento della domanda di gioco, che comporta una diminuzione del gettito erariale complessivo. Ora, senza indugio, deve portarsi a termine il riordino del territorio: anche la Delega Fiscale ne voleva uno unitario e complessivo per tutto il comparto. E ciò non solo a tutela dell'integrità delle imprese e dei posti di lavoro impegnati nelle filiere del comparto del territorio ma, ancor prima, per la tutela effettiva dell'utente, che si attende un contrasto al Disturbo da gioco d'azzardo coordinato e non settoriale, per il mantenimento dei presidi di legalità sui territori, assicurati per lo più dalla rete generalista del territorio, e per il mantenimento dei livelli di gettito erariale, assicurato in larga parte proprio da quest'ultima".
Alla discussione presente anche Rosanna Conte, Europarlamentare della Lega: “E' in corso un tavolo tecnico tra Mef e Regioni in cui si discuterà il riordino - le sue parole -. Spero ci sia la volontà di raggiungere una soluzione univoca per tutti i territori. Le aziende devono essere tutelate. In Europa vi è questa visione delle grandi multinazionali, ma bisogna prestare attenzione alle piccole imprese. In alcune regioni il distanziometro vieta la presenza di sale vicino ai luoghi sensibili, mentre in altre è vietata solo l'apertura. Non va bene perché c'è disparità tra i territori. Perché rilegare in periferia delle attività importanti delle nostre città? E' necessario riformare il settore e farlo a tutti i livelli politici”, conclude.
GM/Agipro
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