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Ultimo aggiornamento il 27/10/2021 alle ore 19:03

Attualità e Politica

23/06/2021 | 12:30

Giochi, Tar Aosta conferma: centri culturali e associazioni sportive sono luoghi sensibili, no alle sale a meno di 500 metri

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ROMA - I centri culturali e le associazioni sportive rientrano tra i luoghi sensibili da cui le sale da gioco devono mantenere una distanza minima. A scriverlo è il Tar Aosta nella sentenza che respinge il ricorso di una società a cui la Questura aveva negato la licenza per l'apertura di una sala videolottery e scommesse a Quart. Un no motivato dalla deliberazione della Giunta con cui sono stati mappati i luoghi sensibili, in applicazione del "distanziometro" di 500 metri previsto dalla legge regionale sul gioco. La sala in questione si trovava troppo vicina a una serie di punti inclusi nella mappatura, soprattutto associazioni sportive dilettantistiche e centri culturali. Secondo il Collegio, entrambe possono essere incluse nella tipologia delle "attività sportive e ricreative": attività «rivolte prevalentemente ai propri associati, in cui non vengono svolti servizi pubblici» e che tuttavia, spiega il Tar, «rispondono a quelle esigenze di tutela rafforzata per l’indiscussa presenza di forme qualificate» di aggregazione «in contesti culturali e di sviluppo, come singoli o formazioni sociali». Per questo, «non appare irragionevole né esorbitante» l'inclusione di questo tipo di attività tra i luoghi sensibili. L'alta presenza di spazi off-limits sul territorio «appare coerentemente finalizzata a quella finalità di protezione del primario bene-salute» e per i giudici non sussiste la sproporzione tra la tutela della salute e la libertà d’impresa. La questione di legittimità costituzionale sollevata dalla società è quindi «manifestamente infondata». Anche la Consulta, conclude il Tar, ha confermato che alle Regioni non è preclusa l’adozione del distanziometro «al fine di prevenire il fenomeno della ludopatia».
LL/Agipro

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