Agipronews

Hai dimenticato la password?

Ultimo aggiornamento il 23/02/2026 alle ore 15:10

Attualità e Politica

23/02/2026 | 13:56

Bari, società di scommesse fallita: Cassazione conferma condanna all'ex amministratore per "bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale"

facebook twitter pinterest
Bari società di scommesse fallita: Cassazione conferma condanna all'ex amministratore per bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale

ROMA - La Corte di Cassazione ha confermato la condanna nei confronti dell’ex amministratore di una società di scommesse dichiarata fallita (Bari Sport Giochi e Scommesse), ritenuto responsabile di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale distrattiva (cioè la sottrazione o gestione irregolare di beni e soldi della società e la tenuta irregolare delle scritture contabili). 

La Corte d’appello di Bari aveva confermato la responsabilità dell’amministratore per bancarotta documentale generica e per distrazione patrimoniale limitata a 979 euro, assolvendo l’imputato dall’ipotesi di bancarotta documentale specifica relativa alla sottrazione dei libri contabili, poi trasmessi al curatore fallimentare con ritardo.
Secondo la Cassazione, tuttavia le scritture contabili erano tenute in modo irregolare, rendendo impossibile ricostruire con precisione le vicende patrimoniali della società. In particolare, non era possibile verificare la destinazione di un credito di circa 267mila euro “ceduto pro-soluto”, né individuare la sorte di alcune somme del bilancio, inclusi i 979 euro distratti. La Corte ha sottolineato che “la bancarotta documentale generica sussiste quando le scritture esistono ma sono redatte in modo tale da impedire la ricostruzione del patrimonio e degli affari sociali, essendo sufficiente il dolo generico”.
La Cassazione, inoltre, ha precisato che le condotte successive non eliminano il reato se avvengono dopo il fallimento, infatti la cosiddetta “bancarotta riparata” è efficace solo se il patrimonio viene reintegrato prima della dichiarazione di fallimento.
La Corte ha ricordato che la bancarotta fraudolenta è un “reato di pericolo”, cioè basta che le condotte mettano a rischio le garanzie patrimoniali. Come afferma la Cassazione, “le condotte distrattive e l’irregolare tenuta delle scritture contabili sono idonee, di per sé, a compromettere l’integrità patrimoniale della società e arrecare pregiudizio ai creditori, anche in assenza di danno effettivo”.
Il ricorso è stato rigettato e l’amministratore condannato al pagamento delle spese processuali, confermando la responsabilità per la distrazione dei fondi e l’irregolare gestione contabile.

FRP/Agipro

Breaking news

Ti potrebbe interessare...

x

AGIPRONEWS APP
Gratis - su Google Play
Scarica

chiudi Agipronews
Accesso riservato

Per leggere questa notizia occorre essere abbonati.
Per info e costi scrivere a:

amministrazione@agipro.it

Sei già abbonato?
Effettua il login inserendo username e password