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Ultimo aggiornamento il 19/02/2026 alle ore 10:30

Attualità e Politica

19/02/2026 | 09:05

Decreto Dignità: in Gazzetta Ufficiale l’ordinanza del Tar Lazio sulla legittimità costituzionale della sanzione minima da 50mila euro

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Decreto Dignità: in Gazzetta Ufficiale l’ordinanza del Tar Lazio sulla legittimità costituzionale della sanzione minima da 50mila euro

ROMA - È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, nella sezione dedicata alla Corte Costituzionale, l’ordinanza con cui il Tar Lazio - lo scorso 29 luglio 2025 - ha sollevato una questione di legittimità costituzionale sulla soglia minima di 50mila euro prevista dall’articolo 9 del Decreto Dignità per le sanzioni relative al divieto di pubblicità dei giochi, fissata indipendentemente dalla gravità dell’inosservanza.

La decisione del Tribunale Amministrativo nasce dal ricorso di un giovane content creator che aveva pubblicato video su piattaforme come YouTube e Twitch, nei quali comparivano contenuti legati al gioco con banner pubblicitari di siti di scommesse. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) aveva irrogato una sanzione complessiva di 157mila euro (55mila euro per Twitch e 51mila euro per ciascun canale YouTube) applicando la soglia minima prevista dalla legge.
Secondo il ricorrente, tale modalità di calcolo della sanzione - automatica e non proporzionata al guadagno reale o alla gravità concreta della violazione - risulta “eccessiva e sproporzionata”, soprattutto per persone fisiche con redditi limitati.

Il Tar ha ritenuto che esistano “profili di possibile incompatibilità costituzionale” nella parte dell’articolo 9 del decreto che fissa una soglia minima di 50mila euro. In particolare, potrebbe violare l’articolo 3, che stabilisce il principio di proporzionalità tra violazione e sanzione, e l’articolo 42, che tutela il diritto di proprietà privata, rischiando di imporre oneri eccessivi a soggetti con risorse limitate. Inoltre, la misura potrebbe non rispettare gli standard europei di garanzie fondamentali, secondo cui le sanzioni devono essere proporzionate e prevedibili.
Per questo motivo la decisone di rimettere la questione alla Corte Costituzionale - formalizzata con la pubblicazione nella sezione della Gazzetta Ufficiale dedicata agli atti costituzionali - sospende il giudizio principale. La Consulta dovrà valutare se la previsione della sanzione minima sia conforme alla Costituzione, bilanciando la tutela della salute pubblica con la necessità di una risposta sanzionatoria proporzionata al caso concreto.

Un'eventuale decisione favorevole rispetto alla questione sollevata dal Tar potrebbe avere risvolti significativi sul regime sanzionatorio delle pubblicità di giochi e scommesse, confermando il divieto previsto dal Decreto Dignità ma modulando l’entità delle sanzioni in base alla gravità effettiva delle violazioni.

FRP/Agipro

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