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Ultimo aggiornamento il 10/06/2026 alle ore 14:00

Attualità e Politica

10/06/2026 | 13:05

Dipendenze in Emilia-Romagna, i dati della sanità regionale: 58% delle persone in cura per sostanze, 37% per l’alcol, 5% per il gioco

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Dipendenze in Emilia Romagna i dati della sanità regionale delle persone in cura per sostanze per l’alcol per il gioco

ROMA - In Emilia-Romagna, il gioco d’azzardo patologico continua a rappresentare la forma di dipendenza meno rilevante tra quelle seguite dal sistema sanitario regionale. Secondo un report pubblicato da “Data Room Nexus” sulla base dei dati forniti dai presidi sanitari regionali, i servizi pubblici hanno registrato 1.485 persone prese in carico per Disturbo da gioco d’azzardo (Dga) nell’intero 2024, pari al 4,9% del totale delle dipendenze trattate, contro le 17.819 legate all’uso di sostanze e le 11.238 riconducibili all’alcol. I numeri relativi al Dga raccontano un fenomeno più contenuto rispetto alle altre dipendenze: quasi sei utenti su dieci presi in carico dai servizi regionali sono seguiti per problemi legati alle sostanze, oltre un terzo per l’alcol, mentre meno di uno su venti per il gioco d’azzardo. Questo non significa che il fenomeno sia in diminuzione, spiega il report. Al contrario, il disturbo mostra una crescita significativa rispetto all'anno precedente: le prese in carico sono passate da 1.153 nel 2023 a 1.485 nel 2024, con un incremento del 29%.

Bologna guida la classifica regionale - Dal punto di vista territoriale, il maggior numero di utenti in carico si registra presso l’Ausl Romagna (che comprende i territori di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini), con 339 utenti. Tra i capoluoghi di provincia, Bologna registra il numero più elevato di utenti in trattamento per gioco d’azzardo (317), seguita da Modena (232) e Piacenza (164). Seguono Reggio Emilia (159), Parma (111) e Ferrara (94).

Identikit del giocatore preso in carico - Il profilo prevalente dell'utente seguito dai servizi per il gioco d'azzardo è quello di un uomo adulto o anziano. Oltre l'82% dei pazienti è di sesso maschile e quasi la metà ha più di 50 anni. I minori coinvolti sono appena 6 in tutta la regione. Sul piano sociale emerge inoltre una forte fragilità: il 62% degli utenti appartiene a categorie fuori dal mercato del lavoro attivo (pensionati, inattivi o altre condizioni assimilabili), mentre i disoccupati rappresentano circa il 21% del totale.

Per quanto riguarda il livello di istruzione, il quadro evidenzia una prevalenza di titoli di studio di livello medio-basso. Complessivamente, 887 utenti —pari al 59,7% del totale —possiedono al massimo la licenza elementare o media. I diplomati risultano 481, pari al 32,4% del campione, un dato proporzionalmente più elevato rispetto a quanto rilevato nelle altre dipendenze analizzate.

 

Un fenomeno presente ma marginale rispetto ad alcol e sostanze - Il quadro complessivo restituisce quindi un'immagine chiara: il gioco d'azzardo patologico è una realtà consolidata e in crescita, ma rimane nettamente meno diffuso delle dipendenze da sostanze e da alcol. Pur richiedendo un'attenzione costante da parte dei servizi sanitari, il suo impatto quantitativo resta molto inferiore rispetto ad altre forme di dipendenza, che assorbono la gran parte delle presenze in carico in Emilia-Romagna.

NT/Agipro

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