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Ultimo aggiornamento il 07/05/2026 alle ore 14:15

Attualità e Politica

07/05/2026 | 13:33

Gioco online, Greppi (Agcom): "Con Decreto Dignità difficile distinguere mercato illegale, massima attenzione ai social”

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Gioco online Greppi (Agcom): Con Decreto Dignità difficile distinguere mercato illegale massima attenzione ai social”

ROMA – “Il limite del divieto assoluto della pubblicità del gioco è che mette sullo stesso piano i concessionari del gioco legale e l'offerta di gioco illegale”. Lo ha dichiarato Giorgio Greppi, direttore Servizi media e tutela dei diritti fondamentali di Agcom, nel corso della presentazione, a Roma, dell'Osservatorio sul gioco online illegale di Data Room Nexus. 

“Già nel 2019 – ha continuato – Agcom ha chiarito la differenza tra pubblicità e informazione che i concessionari devono poter adottare per farsi riconoscere come fornitori di gioco legale e autorizzato. Dal 2020 è aumentato il numero di siti illegali chiusi, così come il volume di denaro che si spende in questi siti. Un aumento che arriva a poca distanza dall'approvazione del Decreto Dignità nel 2018. La pubblicità del gioco illegale non arriva su televisione, radio o media tradizionale, ma chiaramente si sviluppa in rete e soprattutto sui social network e sulle piattaforme online.  Dal 2020 abbiamo iniziato a sanzionare le piattaforme online che ospitano pubblicità illegale del gioco, che però per tanto tempo hanno beneficiato dell'esenzione da responsabilità per i contenuti illeciti pubblicati di cui la piattaforma stessa non era a conoscenza. Per fortuna da due anni, in Europa, è entrato in vigore il Digital Service Act che introduce nuovi obblighi di monitoraggio per realtà come Google, Meta e Tik Tok. Nel famoso caso della sanzione contro Google perché uno youtuber aveva diffuso contenuti pubblicitari di gioco illegale, la giustizia amministrativa ha riconosciuto la non responsabilità di Google perché non era a conoscenza di questi contenuti. La nostra speranza è lo sviluppo ulteriore del Digital Service Act che obblighi le piattaforme a migliorare gli strumenti di prevenzione”.

DVA/Agipro

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