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Ultimo aggiornamento il 20/01/2026 alle ore 18:00

Attualità e Politica

20/01/2026 | 15:50

Ice Barcellona, gli operatori a confronto sull’Italia. Castaldo (Ceo Microgame): “Mercato verso ulteriore consolidamento”

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Ice Barcellona gli operatori a confronto sull’Italia. Castaldo (Ceo Microgame): “Mercato verso ulteriore consolidamento”

BARCELLONA - Il mercato italiano resta al centro del dibattito in Europa. Le criticità e le sfide in corso hanno fatto discutere anche all’Ice di Barcellona. In particolare le riforme dell’online – in corso – e quella futura del retail rendono gli operatori molto attenti. In un panel organizzato da Ige e moderato da Christian Tirabassi (senior partner a Ficom Leisure), è emerso che il mercato va verso il consolidamento e che i “big” controllano ormai una gran parte del settore. Marco Castaldo, Ceo di Microgame, ha decritto il modello multichannel: “Microgame è stato un pioniere dell’online. Il multichannel ha molti vantaggi e rappresenta attraverso i Pvr il 35/40% della spesa totale online: è immune al divieto di pubblicità, ha costi di marketing variabili e una redditività superiore. La fedeltà del giocatore e il valore nel tempo del cliente del punto ricarica sono da due a due volte e mezzo superiori rispetto a quelli di un giocatore online medio. Storicamente siamo stati un fornitore di outsourcing per piccoli operatori, un mercato che sembra destinato a scomparire con il nuovo assetto regolamentare. Fino a pochi mesi fa in Italia c’erano circa 200 concessioni online e 400–450 brand, perché molte concessioni avevano delle white label. Il nuovo bando ha cambiato radicalmente il mercato: l’investimento richiesto è molto più alto, il costo della concessione è 27 volte quello precedente, e considerando l’intero ciclo di vita si arriva a 15–16 milioni di euro. Questo ha inevitabilmente portato a un forte consolidamento. Il nuovo bando ha introdotto regole sensate, soprattutto su gioco responsabile, prevenzione delle frodi e tutela del giocatore, ma anche molta complessità aggiuntiva. Il regolatore ha modificato un sistema di certificazione che funzionava bene e oggi non è ancora chiaro cosa emergerà, perché le nuove regole tecniche non sono state ancora introdotte e probabilmente slitteranno all’autunno”. Secondo Castaldo, è un mercato dominato dai “grandi operatori online. Il 2026 sarà un anno di transizione verso un settore più solido”. Un’altra grande novità è il principio di “una concessione, un sito”: “Ora sono attivi cinquantadue operatori, controllati da circa 36 gruppi, un numero che continua a ridursi. I primi due operatori coprono il 58% del mercato dei casinò online, i primi cinque l’80%. Il mercato è quindi molto concentrato e altamente competitivo. Il segmento B2B è interessante per il nostro gruppo: alcuni nostri clienti sono oggi i principali aggregatori di casinò in Italia, e questo è diventato il nostro core business. Abbiamo anche un’attività software in forte crescita, grazie a una piattaforma unica per l’omnicanalità tra terrestre e online. Le concessioni che in passato usavamo per i white label sono state scorporate e consolidate in un nuovo operatore, oggi nella top 10, anche se per noi resta un business marginale rispetto alla fornitura dei servizi”, ha concluso. 

NT/Agipro

 

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