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Ultimo aggiornamento il 19/01/2026 alle ore 10:25

Attualità e Politica

19/01/2026 | 09:10

Limite 100 euro nei Punti vendita ricariche online, gli operatori: “Mercato ostaggio della norma, favorito business illegale”

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Limite 100 euro nei Punti vendita ricariche online gli operatori: “Mercato ostaggio della norma favorito business illegale”

ROMA - “Il mercato non può restare ostaggio di un regolamento probabilmente non conforme e di un Decreto legislativo per il quale è stata sollevata una questione di legittimità costituzionale”. I dati raccontano di una contrazione della raccolta già dalla fine dell’anno appena concluso: è il frutto di incertezze normative e probabilmente di una domanda che si potrebbe spostare verso circuiti più fluidi e meno complessi. E’ quanto sostiene Antonio Guitto, vicepresidente Agsi, intervenendo sulla vicenda del limite dei 100 euro per le ricariche in contanti nei Punti vendita ricariche (Pvr): una norma – introdotta dal decreto legislativo n.41 del 2024 - che, secondo gli operatori, sta fortemente danneggiando il business del settore multichannel. 

Una soluzione potrebbe venire dall’esito del contenzioso amministrativo e costituzionale: in entrambi i casi, però, i tempi sono lunghi o lunghissimi. L’altra possibilità, anch’essa molto complicata, è una modifica del limite di ricarica settimanale, da introdurre in sede normativa nei prossimi mesi. Intanto, l’Agenzia delle Dogane (Adm), rispondendo ad alcuni quesiti posti dai nuovi concessionari online, ha chiarito che i contratti tra Concessionario e Pvr restano di fatto sospesi fino alla definizione del contenzioso amministrativo riguardante l'Albo, quindi almeno fino al 24 settembre, data di fissazione dell'udienza di merito da parte del Consiglio di Stato. Una precisazione necessaria per manlevare i nuovi Concessionari da eventuali responsabilità derivanti dai controlli che nel frattempo la Guardia di Finanza sta esercitando sul territorio, spesso sanzionando i gestori di Pvr che non osservano il rispetto del limite di ricarica. Le Fiamme gialle, quando effettuano i controlli sulla rete (nel 2025 sono stati 324 gli esercizi multati per questo motivo), partono dal presupposto giuridico – è scritto nei verbali - “le operazioni di ricarica presso i Pvr sono consentite nel limite complessivo settimanale di 100 euro, anche in contanti”. Il rispetto della disposizione sarà garantito dai concessionari mediante apposite misure sul sistema informativo utilizzato dai Pvr. Nella categoria dei “contanti e strumenti di pagamento che non garantiscono la tracciabilità” rientrano le scratch card, in quanto assimilabili – secondo quanto indicato dalla stessa Agenzia delle Dogane nella risposta a un quesito – al denaro in contanti. Non conformi alle regole sembrano anche, secondo quanto riportano gli operatori di gioco oggetto di verifiche, gli acquisti di voucher di deposito istantaneo. La preoccupazione dell’industria dunque è destinata ad aumentare. “Non si considera che l’esercente non ha di fatto strumenti per verificare se il titolare di un conto gioco abbia superato tale limite e soprattutto si ignorano gli evidenti profili di illegittimità costituzionale nel comprimere il diritto del consumatore ad acquistare una ricarica in contanti fino ad un massimo di 100 euro settimanali, quando il limite generale all'utilizzo del contante in Italia è fissato a 4999 euro”. Il paragone con il mercato non regolamentato è deprimente per gli operatori, aggiunge: “Sarebbe logico ed auspicabile concentrare le attività di controllo verso quegli operatori privi di concessione che non pagano le tasse nel nostro paese e recuperare a tassazione circa 25 miliardi di euro stimati. Il risultato è che la rete legale dei Pvr viene sanzionata e super controllata nonostante ci siano contenziosi in corso di definizione, mentre l'articolo 22 dello stesso Decreto di riordino – che prevede misure a contrasto del business non autorizzato - non trova attuazione. La rete ufficiale dei negozi e dei Pvr garantisce l'unico e vero presidio di legalità sui territori. Non comprenderlo avrà come conseguenza riconsegnare il mercato all'illegalità ed alla criminalità organizzata”, conclude Guitto.

NT/Agipro

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