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Ultimo aggiornamento il 09/03/2026 alle ore 13:50

Attualità e Politica

09/03/2026 | 12:17

Malta non riconosce le sentenze Ue su gioco illegale, interrogazione al Parlamento europeo: "Commissione chiarisca tempi procedura d’infrazione"

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Malta non riconosce le sentenze Ue su gioco illegale interrogazione al Parlamento europeo: Commissione chiarisca tempi procedura d’infrazione

ROMA - La normativa maltese sul gioco online torna al centro del dibattito europeo. Il deputato europeo Martin Schirdewan (The Left) ha presentato una nuova interrogazione alla Commissione europea, chiedendo chiarimenti sui tempi dell’analisi delle argomentazioni avanzate da Malta nella procedura d’infrazione aperta a giugno 2025.
L’interrogazione fa seguito alla risposta fornita il 2 febbraio 2026, "sull'invito della Commissione a Malta a conformarsi alle norme dell'Ue sul riconoscimento e l'esecuzione delle sentenze in materia di gioco. La Commissione ha dichiarato che stava esaminando le argomentazioni presentate da Malta e che avrebbe poi deciso il seguito appropriato una volta completata tale analisi". Schirdewan chiede ora di precisare il termine effettivo per l’esame delle posizioni maltesi e la data entro cui si prevede che l’analisi sarà conclusa e verranno eventualmente decise le misure di follow-up.

Il nodo della controversia è il cosiddetto Bill 55, introdotto nel 2023 e oggi parte del Gaming Act, che consente ai tribunali maltesi di non riconoscere sentenze provenienti da altri Stati membri nei confronti di operatori di gioco con licenza maltese, qualora queste siano ritenute in contrasto con l’ordine pubblico o la regolamentazione nazionale. Malta sostiene che la norma non crei un’immunità generalizzata, ma tuteli il proprio modello regolatorio e ribadisca principi già presenti nel diritto europeo.
La Commissione Ue, dopo aver ricevuto le osservazioni, è ancora impegnata nella valutazione della questione. Al termine dell’analisi, deciderà se archiviare il caso o procedere con ulteriori passi nella procedura di infrazione, fino a un eventuale deferimento alla Corte di giustizia dell’Ue.

FRP/Agipro


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