Agipronews

Hai dimenticato la password?

Ultimo aggiornamento il 05/02/2026 alle ore 12:07

Attualità e Politica

05/02/2026 | 10:30

Report Player Protection in Africa, Westbury (Cons. strategico 1xBet): “Tutele in aumento, ma forte presenza offshore. Tornare in Italia? Se ci saranno le condizioni”

facebook twitter pinterest
Report Player Protection in Africa Westbury (Cons. strategico 1xBet): “Tutele in aumento ma forte presenza offshore. Tornare in Italia Se ci saranno le condizioni” (1)

ROMA - Simon Westbury è uno dei nomi più noti dell’industria internazionale del gaming. Da qualche mese è consulente strategico di 1xBet, colosso internazionale dell’online: sotto la guida di Westbury, il gruppo sta muovendo decisamente verso i mercati regolamentati. Sono già 35 le licenze nazionali ottenute: una decisione che accompagna la realizzazione di report sul gioco responsabile e sulla protezione dei giocatori. Già pubblicati il primo e il secondo rapporto – rispettivamente sull’Europa orientale e sull’Africa – tra qualche mese sarà pronto il documento sull’America Latina. Proprio dall’Africa inizia il colloquio con Westbury, a margine dell’Ice Barcelona 2026. Il rapporto degli africani con le scommesse è profondamente diverso rispetto a quello occidentale. “Il continente è un mosaico di ambienti, culture e contesti diversi, proprio come l’Europa occidentale: una persona in Spagna non è uguale a una in Regno Unito. Le abitudini, i desideri, le aspettative sono differenti. Le sfide sono molto diverse rispetto a quelle dell’Europa occidentale. In Europa il gioco è visto come intrattenimento; in Africa, invece, la percezione prevalente è quella di un’opportunità di guadagno, potenzialmente capace di cambiare la vita. In gran parte tutto avviene tramite telefono, con pagamenti mobili e sistemi Ussd, un protocollo difficile da tracciare”. Anche in Africa esiste un serio problema di presenza dell’offerta illegale.

“Dal report – prosegue Westbury – emerge che tra il 25% e il 30% dei ricavi finisce agli operatori offshore, non regolamentati. Questo rende ancora più cruciale il tema della protezione del giocatore. Un dato interessante è che molte normative africane concentrano gli obblighi di tutela del giocatore sugli operatori. Alcuni Paesi, come Ghana, Camerun e Costa d’Avorio, hanno introdotto la protezione del giocatore nelle leggi sul gaming e anche il Mozambico si sta muovendo in questa direzione. In mercati in cui il gioco è visto come un mezzo di arricchimento, la protezione del giocatore dovrebbe essere centrale. Dal report emerge che nessun operatore africano utilizza l’AI per monitorare i comportamenti a rischio. Tuttavia, il 74% degli operatori effettua controlli KYC (Know Your Client), contro il 73% in Europa occidentale. Inoltre, il 30% fornisce consulenza ai giocatori in caso di grandi vincite. In questi casi, l’onere ricade interamente sull’operatore”.

1xBet conferma la propensione ad analizzare gli strumenti di protezione dei giocatori e a dare una svolta decisa alla propria immagine: “Negli ultimi anni l’azienda è completamente cambiata, ci siamo impegnati a livello globale e abbiamo introdotto nuove pratiche, con un livello di attenzione molto più elevato nella scelta dei partner giusti. La 1xBet del 2026 non è la stessa del 2019. Ed è qui che si colloca la nostra evoluzione: comprendere che, essendo un’azienda globale, esistono standard globali a cui attenersi. Il fatto che qualcosa sia consentito non significa necessariamente che sia giusto”. 

Guardando al 2026, prosegue, “abbiamo oltre 35 licenze locali e sponsorizzazioni importanti con brand mondiali come PSG e Barcellona. Naturalmente, comprendiamo che il mondo sta evolvendo e che, per operare in molti mercati, sono necessarie sempre più licenze. Questo comporta sfide importanti per qualsiasi operatore, perché nessuna regolamentazione è uguale all’altra: sono 35 standard diversi, 35 procedure di autorizzazione diverse e così via. Ma è anche una questione di come costruire la forza del brand e la fiducia del mercato: per ottenere tutto ciò, si deve passare per i prodotti, le persone e le partnership. È fondamentale riuscire a farlo in modo specifico per alcuni mercati, mantenendo al contempo un appeal globale”.

Infine, un accenno all’Italia, un paese in cui 1xBet è stato presente fino a pochi mesi fa. “Si tratta, senza dubbio, di un mercato complesso. Alla fine si è ritenuto che le difficoltà superassero i potenziali benefici e si è quindi deciso di non procedere con l’ultima tornata di concessioni”, spiega Westbury. C’è la possibilità di un ritorno nel mercato italiano, magari dopo la prima fase del nuovo assetto? Molti osservano che il numero di operatori diminuirà drasticamente nei prossimi due o tre anni. “Mai dire mai, ma tutto dipende da quanto il mercato sia favorevole. In Italia ci sono operatori molto grandi e i giocatori italiani, diciamolo chiaramente, tendono a identificarsi con un brand italiano. Quindi, ancora una volta, si tratta di capire come evolverà il mercato e se risponderà a ciò che riteniamo sostenibile e profittevole per la compagnia. Quando entriamo in un paese, vogliamo essere i migliori. Ma se le regole rendono l’ingresso di nuovi operatori troppo complesso, allora la domanda non riguarda solo noi bensì le istituzioni. Come si rende un mercato attrattivo per gli operatori internazionali? Si vuole davvero renderlo attrattivo? Questa è una domanda che va rivolta al Governo e al regolatore”.

Eppure in Italia ci sono molti operatori internazionali, pienamente competitivi anche se con quote di mercato ridotte. È un discorso che possiamo fare anche per il Regno Unito, dove ci sono stati pesanti aumenti delle tasse: “Il mercato probabilmente si ridurrà, lasciando spazio a tre o quattro grandi marchi dominanti. Quindi la questione del rientro di 1xBet nel Regno Unito o in Italia è in realtà una questione più ampia per l’intero settore: i contesti regolamentari dei mercati più maturi favoriscono davvero l’ingresso di nuovi operatori? Se non lo fanno, è un bene o un male? Non ho una risposta definitiva, ma credo nella libertà di scelta. Se non si offre al giocatore la massima possibilità di scelta, tutto riconduce al tema della protezione del giocatore: bisogna garantire un ambiente sicuro, divertente e responsabile a tutti”.

NT/Agipro

Breaking news

Ti potrebbe interessare...

x

AGIPRONEWS APP
Gratis - su Google Play
Scarica

chiudi Agipronews
Accesso riservato

Per leggere questa notizia occorre essere abbonati.
Per info e costi scrivere a:

amministrazione@agipro.it

Sei già abbonato?
Effettua il login inserendo username e password