Attualità e Politica
19/03/2026 | 11:30
19/03/2026 | 11:30
ROMA - Un operatore di scommesse sportive online che offre servizi su un mercato nazionale senza possedere la necessaria concessione può essere obbligato a restituire le somme puntate dai giocatori. I sistemi nazionali delle concessioni per il gioco sono compatibili con il principio della libera prestazione dei servizi garantito dall'Unione Europea. Queste le conclusioni dell'Avvocato generale presso la Corte di Giustizia UE, Nicholas Emiliou, su una causa civile intentata da un consumatore tedesco contro l'operatore maltese di scommesse Tipico che operava in Germania senza autorizzazione, essendo in possesso di una concessione maltese ma non di una tedesca come richiede la normativa nazionale sul gioco. Per queste ragioni il ricorrente chiedeva la restituzione delle somme da lui puntate e perse scommettendo sul sito web tedesco di Tipico tra il 2013 e il 2020. Il parere dell’Avvocato Generale non è vincolante per la decisione della Corte di Giustizia, attesa nei prossimi mesi.
Secondo il diritto tedesco, l'offerta di scommesse sportive non autorizzate comporta la nullità dei contratti e può dare origine a richieste di rimborsi e risarcimenti da parte dei clienti. Nella sua difesa, Tipico sosteneva di non aver potuto ottenere una concessione tedesca, all'epoca dei fatti, a causa di carenze nelle procedure di assegnazione delle concessioni. La Corte Federale di Giustizia Tedesca ha quindi chiesto l'intervento della Corte di Giustizia Europea per capire se il principio della libertà di prestazione dei servizi prevalesse sul sistema di concessioni nazionale della Germania.
Secondo l'Avvocato generale Emiliou, un sistema nazionale di concessioni, che può essere utilizzato nel gioco come in altri settori, è di per sé, si legge nelle conclusioni, "compatibile con la libera prestazione dei servizi garantita dal diritto dell’Unione". Le autorità nazionali, inclusi gli organi giurisdizionali, sono quindi "legittimate ad applicare tale requisito nei confronti di un operatore che abbia prestato servizi senza la concessione prescritta" e, in particolare, "trarre le conseguenze previste al riguardo dal diritto civile applicabile". Un principio che si applica anche quando l'operatore ritiene di non aver potuto ottenere la concessione per carenze nella procedura di assegnazione. In questi casi quindi i contratti di gioco possono essere considerati nulli e i giocatori possono richiedere, in sede civile, rimborsi e risarcimenti.
Emiliou specifica tuttavia che "qualora Tipico avesse ricevuto dalle autorità tedesche assicurazioni precise, incondizionate e concordanti secondo cui il requisito della concessione non sarebbe stato applicato nei suoi confronti a condizione che essa rispettasse determinate condizioni di base, nessuna colpa potrebbe esserle imputata per aver violato il regime di concessione controverso". In quel caso, i consumatori dovrebbero rivalersi civilmente contro le autorità pubbliche tedesche. Evidenzia infine che Tipico non può ricevere sanzioni penali di alcun tipo per aver operato in Germania, in quegli anni, senza concessione tedesca, dal momento che gli organi giurisdizionali tedeschi avevano effettivamente rilevato carenze nella procedura d'assegnazione delle concessioni del gioco attive in Germania quel periodo.
DVA/Agipro
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