Attualità e Politica
11/02/2026 | 08:47
11/02/2026 | 08:47
ROMA - È legittimo il decreto con cui l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha regolato la ripartizione dei pagamenti del contributo economico straordinario da 500 milioni di euro per il 2015, richiesto al settore degli apparecchi da gioco secondo quanto stabilito dalla Legge di Stabilità approvata dal Governo Renzi. Lo ha ribadito il Tar del Lazio, respingendo una serie di ricorsi di società che gestiscono slot machine. Adm aveva suddiviso il pagamento del contributo fra i vari concessionari degli apparecchi in base al numero di slot machine e Videolottery collegate ciascun concessionario alla fine del 2014. Successivamente il peso economico si è riversato sui gestori e sugli altri operatori della filiera, in base ai rapporti contrattuali con i concessionari. I gestori delle slot machine che hanno presentato questi ricorsi contestavano la distribuzione dei pagamenti regolata solo sul principio del numero di apparecchi, mettendo sullo stesso piano slot e Vlt senza contare quanti ricavi effettivamente producessero. Contestate anche le richieste economiche di alcuni concessionari.
Il Tar ha ricordato come il settore del gioco, si legge nella sentenza, sia “connotato da una forte incidenza su interessi pubblici sensibili, quali l’ordine pubblico, la sicurezza e la tutela della salute” che possono giustificare un simile intervento fiscale. In questo contesto, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli non poteva fare altro che rispettare quanto deciso dalla Legge di Stabilità 2015 e dividere la tassa in modo proporzionale al numero di apparecchi riferibili a ciascun concessionario. Il Tribunale ha evidenziato anche come il numero delle slot machine sia molto più alto di quello delle Vlt, riequilibrando così la questione della maggiore o minore redditività. Inoltre, sottolineano i giudici amministrativi, il contributo economico (anche per decisione della Corte Costituzionale) è stato poi limitato al solo 2015 e, di conseguenza, non si può parlare di violazione dei principi di proporzionalità, ragionevolezza e libertà d'iniziativa economica.
Per quanto riguarda invece le richieste economiche dei concessionari, il Tar del Lazio ha dichiarato inammissibili i ricorsi in quanto non rientrano nella "sfera di potere dell'Amministrazione pubblica" e del "processo amministrativo". Si tratta di questioni economiche tra soggetti privati di competenza dei giudici ordinari.
DVA/Agipro
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