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Ultimo aggiornamento il 05/06/2026 alle ore 09:00

Attualità e Politica

05/06/2026 | 07:00

Riordino retail, il Governo blocca la riforma: stop alla riduzione dell'offerta e alle regole per i punti vendita, in vista nuova proroga delle concessioni

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riordino retail palazzo chigi blocca la riforma

ROMA - Il riordino retail si ferma all’ultimo giro. Il Governo – dopo aver completato le nuove regole per il gioco online – non sembra intenzionato a procedere al riordino delle reti di raccolta di slot machine, scommesse e Bingo. Il testo del decreto legislativo previsto dalla legge delega fiscale, secondo quanto si apprende, non avrebbe ottenuto l’ok di Palazzo Chigi. Nel provvedimento, che è dunque destinato a rimanere solo un “progetto” di riforma, riporta "Il Sole 24 Ore", sono contenute le nuove regole per le concessioni, la ridefinizione di distanze e orari su base nazionale, l’identificazione dei luoghi sensibili, una riduzione sostanziale della rete, le caratteristiche dei punti vendita (da sottoporre a certificazione), l’istituzione di un albo degli operatori di gioco, nuove norme sulla pubblicità e sulle nuove slot machine. Lo stop al decreto di riordino comporta anche la perdita degli introiti delle gare per le licenze: l’obiettivo stimato del Mef era 1,8-2 miliardi di euro di incassi dalla cessione  dei diritti. Secondo il quotidiano, la riduzione dell’offerta e l’introduzione delle distanze – introdotte dalla riforma – avrebbero portato ad una perdita di gettito annuale di 1,6 miliardi di euro.

L’ANTICIPAZIONE DI MORGAN STANLEY: LO SCENARIO - “La tempistica stretta per il riordino rende plausibile un mancato accordo o una proroga dell’attuale sistema”, aveva scritto un paio di settimane fa Morgan Stanley – una delle principali banche d’affari del mondo – in un dettagliato report sul mercato italiano dei giochi. Gli analisti londinesi avevano previsto “fino a due anni di proroga dell’attuale quadro normativo per facilitare l’implementazione o per definire un nuovo processo”. Lo scenario – in assenza di un piano di riordino concordato con le regioni – è ormai obbligato: il Governo dovrà prorogare la durata delle concessioni, in scadenza il 31 dicembre 2026, almeno fino al 2027 o al 2028. Il contenzioso con gli enti locali aumenterà, in assenza di una norma nazionale sulle distanze e gli orari, fino a raggiungere in alcuni territori il rischio dell’espulsione dei presidi di gioco legale. A tutto vantaggio del business non autorizzato.

 

NT/Agipro

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