ROMA - Il settore dei giochi – in particolare quello condotto attraverso piattaforme non autorizzate – continua a essere nel mirino della criminalità organizzata per attività di riciclaggio di denaro e di controllo del territorio. È quanto emerge da due relazioni pubblicate dalla Commissione parlamentare Antimafia sull'attività della 'Ndrangheta nell'Italia settentrionale e sui clan attivi in Puglia.
Per quanto riguarda la 'Ndrangheta, la relazione evidenzia come, in Emilia-Romagna, si sia evoluta al punto da "mimetizzarsi nel tessuto produttivo e operare in settori ad alta capacità finanziaria: edilizia, trasporti, movimento terra, logistica, grande distribuzione, rifiuti, energie rinnovabili, scommesse, attività turistico-alberghiere, ristorazione e investimenti immobiliari o commerciali". Attività che, per quanto riguarda il settore dei giochi, si concentrano soprattutto in Provincia di Reggio Emilia. Le forme di intimidazione e di controllo possono essere varie: dalla reputazione criminale alla "propensione a offrire servizi illeciti economicamente convenienti", fino alla "disponibilità di liquidità e alla possibilità di alterare le regole della concorrenza".
La relazione sulla criminalità organizzata in Puglia sottolinea come, negli ultimi anni, in Provincia di Bari abbiamo assistito al "reimpiego massiccio" dei proventi del traffico di stupefacenti, dell'usura e del gioco, "soprattutto quello illegale su piattaforme illegali", in "forme sempre più performanti di riciclaggio e di interposizione fittizia dei beni”. In particolare, i clan della criminalità organizzata barese, spiega il documento, sono storicamente "dediti al contrabbando e alle scommesse illecite" e si dimostrano capaci di "insinuarsi nel tessuto economico sano".
L'espansione, negli ultimi anni, delle attività dei clan nel settore delle estorsioni e del gioco è presente nelle stesse modalità anche in Provincia di Barletta-Andria-Trani, riporta la relazione. Senza dimenticare la Provincia di Lecce, dove nel 2025 sono state emesse quattro interdittive antimafia a carico di imprese operanti nel settore del gioco e delle scommesse, tre riconducibili a uno stesso imprenditore coinvolto in una complessa operazione di polizia giudiziaria denominata "Stealth".
Foto credits: Manfred Heyde CC BY-SA 3.0
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