Estero
06/03/2024 | 18:00
06/03/2024 | 18:00
ROMA – Un’ampia disponibilità di scelta sulle scommesse sportive è fortemente correlata al numero di consumatori che scommettono con operatori del mercato regolamentato “onshore”, riducendo quindi il rischio di esposizione a frodi sportive e al mercato illegale. È questo il risultato principale di uno studio pubblicato dall’IBIA e condotto dall’H2 Gambling Capital, la principale autorità in materia di dati di mercato e intelligence nell’industria dei giochi. Lo studio confronta e analizza l’impatto di una regolamentazione più liberale rispetto a una più restrittiva su temi come la protezione del consumatore, il controllo normativo, le entrate imponibili, l’integrità sportiva e di mercato.
Quello che emerge è la crescita, a livello globale, delle scommesse sportive: nel 2024 sono previste vincite lorde per 94 miliardi di dollari, per poi passare a 132 miliardi (di cui 93 online) nel 2028. Inoltre, viene sottolineato come le giurisdizioni che permettono un ampio ventaglio di possibilità di gioco, come la Gran Bretagna (97%), ottengono un più alto tasso di canalizzazione dei giocatori sul mercato onshore rispetto a quelle che impediscono l’accesso a importanti mercati di gioco, come il Portogallo (79%, effettua restrizioni sul calcio e sul tennis), l’Australia (75%, proibisce le giocate live online) e la Germania (60%, applica restrizioni su calcio, tennis e giocate live). Oltre a proteggere il giocatore dai rischi del match-fixing, un maggior tasso di canalizzazione sul mercato onshore porterebbe benefici sia in termini di gettito e sia di controllo del mercato stesso. Ad esempio, è stato calcolato che l’Australia e la Germania otterrebbero un aumento, rispettivamente, di un miliardo e di 400 milioni di dollari nei prossimi cinque anni solo aprendo le porte al mercato live online.
“Anche se politicamente attraenti, lo studio conferma che le restrizioni sulle scommesse sono controproducenti – ha commentato Khalid Ali, amministratore delegato di IBIA -. Non impediscono ai giocatori di scommettere, ma li indirizza verso il mercato illegale, dove emergono la maggior parte dei problemi di integrità dello sport. Le conclusioni sono chiare: se vuoi proteggere i consumatori e lo sport dalla corruzione, massimizzando allo stesso tempo le entrate erariali, è essenziale permettere un ampio ventaglio di prodotti di scommesse sportive”.
David Henwood, direttore di H2, ha aggiunto: “Si ipotizza che una delle principali ragioni per le quali i giocatori si affidano a siti offshore è perché questi offrono un maggiore ventaglio di giocate rispetto a quelli onshore. Questo studio conferma questa tesi, dimostrando che i mercati che generano una maggiore canalizzazione onshore sono quelli che forniscono un’ampia scelta sui propri prodotti”.
Lo studio, che si basa sui dati degli operatori di scommesse sportive, sui dati di alert di IBIA e sui dati di mercato di H2, ha visto anche la collaborazione dell’Instituto Brasileiro de Jogo Responsável, della Canadian Gaming Association, della Netherlands Online Gambling Association e del Responsible Wagering Australia.
AB/Agipro
Foto credits Fanny Schertzer CC BY-SA 3.0
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