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Ultimo aggiornamento il 09/12/2021 alle ore 14:25

Ippica & equitazione

19/10/2021 | 08:50

Ippica, all'Ippodromo Snai San Siro Storm Shelter travolge Gerardino Jet nel Premio Porta Tosa. Un minuto di silenzio in ricordo di Gianfranco Verricelli

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Ippica all'Ippodromo Snai San Siro Storm Shelter travolge Gerardino Jet nel Premio Porta Tosa

ROMA - All’Ippodromo Snai San Siro Galoppo di Milano ripartono le emozioni nel convegno programmato di lunedì, non solo per le corse, ma anche per la commozione dovuta all’improvvisa scomparsa di Gianfranco Verricelli, colto da malore nei giorni scorsi. Un personaggio che ha dedicato tutta la sua vita a questo sport, prima come fantino, poi come allenatore (in piano, forgiando ottimi soggetti come Pay Me Back, Siddartha e Karrir, ma anche in ostacoli dove ricordiamo Sopran Ambra e Indulging) e anche come allevatore (Giovane Imperatore), al quale l’ippodromo ha riservato un commosso minuto di silenzio, mentre i fantini per tutte le corse del convegno hanno indossato il cap nero. La pista ha retto molto bene a questo primo esame per tutte e sei le corse del pomeriggio come hanno testimoniato i fantini e i commissari. La prova tecnicamente più interessante è stato il Premio Porta Tosa, una condizionata sui 1800 metri in pista circolare per cavalli di 3 anni e oltre: il pressing operato da Wealth of Love sul preventivato battistrada Angelthunder ha spianato la strada agli attendisti: il primo a muovere prepotente a centro pista è stato Gerardino Jet, che ai 400 finali si è proposto al largo di tutti passando in vantaggio, ma si sono rilevato azzeccatissime le scelte di Andrea Fele in sella a Storm Shelter: il portacolori della Concarena è rimasto il più a lungo possibile acquattato in scia al battistrada Angelthunder, e solo ai 200 finali il suo jockey lo ha lanciato all’attacco di Gerardino Jet: Storm Shelter è passato e ha resistito al tentativo di rivalsa del rivale, che comunque ha lottato sino in fondo. Bella vittoria per l’allievo di Marco Gasparini, che già era piaciuto al rientro. L’altro attendista Golden Dubawi è avanzato in retta senza avere il passo di Gerardino Jet ma alla fine è riuscito ad acciuffare Angelthunder e a batterlo per il terzo posto, mentre gli altri si sono progressivamente spenti in dirittura. Riapertura nel segno di Raffaele e Roberto Biondi nel Premio Castelletto Ticino, la prova per “debuttanti” di 2 anni sui 1800 metri della pista circolare. L’esordio vittorioso era quello di Que Tempesta, portacolori del signor Andrea Fiordelli Sauro che in retta si presentava molto “confident” ai lati del battistrada Verso il Sud per superarlo ai 300 finali e allungare bene, anche se ancora logicamente verde e un pò dispersivo nell’azione: con l’esperienza, il figlio di Territories e Tipperary Boutique potrebbe rivelarsi un buon prospetto, come suggerito dal suo interprete Alessio Satta. Flash Of The Blade seguiva le mosse del compagno di training e regalava l’en plein al suo team; molto bello al tondino e anche supportato al betting, il favorito Verso Il Sud non riusciva a cambiare passo in retta ma difendeva il terzo posto dal compagno di training Spring Breath, che si riorganizzava in retta dopo essere apparso in difficoltà in curva. Non tradiva le attese il chiaro favorito Vento D’Estate nel Premio Poldi Pezzoli, la prima delle due maiden di giornata: sui 1500 metri in pista grande, Tore Sulas piazzava il portacolori della Effevi in posizione di sparo in dirittura, ai 300 finali lo richiedeva a maggiore impegno e il figlio di Dabirsim in allenamento ad Alduino e Stefano Botti, seppure ancora acerbo nell’azione, rispondeva passando e controllando il tentativo interno di Lethal Woman. Porta Venezia, subito in prima linea ai lati del battistrada Watch My Tail, era battuta ai 300 finali ma lottava e con grinta rientrava per il terzo posto a Havana Jam.

Il Premio Arcimboldi, l’altra maiden per i 2 anni ma sui 1200 metri in pista dritta, vedeva la “zampata” di Ghepardo da Todi: due volte secondo nelle precedenti uscite milanesi, il cavallo di Cristiana Signorelli tornava ad abbassare il tiro e ad accorciare la distanza dopo i tentativi in un paio di condizionate romane e si conquistava un meritato primo piano al termine di un autorevole coast to coast. Sicuro nelle mani di Dario Di Tocco, il portacolori di Piercarlo Alessiani allungava bene ai 400 finali e teneva a distanza di sicurezza Passatello, mentre a intervallo la debuttante Clorady risolveva la lotta per il terzo posto. Accoppiata toscana nel Premio Dark Horse Sanctuary Classic, l’handicap sui 1800 metri in circolare, con un vibrante arrivo a fruste alzate tra Voices From War e Trump’s Magic: superato nella fase iniziale da Allimac, l’allievo di Camilla Trapassi era il primo a muovere sul battistrada in retta e passava in vantaggio ai 250 finali trascinandosi l’allievo di Gasparini che una volta trovato il varco lungo lo steccato sembrava prevalere, ma ben sostenuto da Maikol Arras, Voices From War trovava la forza per reagire e sul palo riusciva a mettere il muso davanti. Bella vittoria davvero, a coronamento di un buon momento di forma. Valido terzo posto per Nayleaf, in graduale recupero al largo: Spietata provava a restare in quota, Pancake e soprattutto Sense of Emperor calavano in retta. Al ritorno in pista dritta, che ha chiuso il pomeriggio all’Ippodromo Snai San Siro, Elisir dava un saggio delle sue qualità nel Premio Oglio, l’handicap sui 1000 metri che ha chiuso il pomeriggio milanese: montata con fiducia da Antonio Fresu, la cavalla di Laura Giannotti galoppava solitaria a centro pista, a ridosso della prima linea che vedeva Chill Gioffry arroccato allo steccato subire il pressing di Directory: ai 300 finali Antonio Fresu forzava i tempi e la sua allieva passava e allungava, vanamente inseguita da Stealth Mode che era l’ultimo ad arrendersi. Indubbiamente Elisir ha sfruttato la favorevole sistemazione iniziale, ma la vittoria è stata autorevole e fa pensare che la figlia di Camacho abbia margini per una conferma. Directory provava a salvare almeno il terzo posto ma sul palo era acciuffato da Black Canyon, con Aristarco quinto a ridosso.

RED/Agipro

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