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Ultimo aggiornamento il 11/12/2019 alle ore 14:47

Ippica & equitazione

14/09/2019 | 19:30

Ippica: all'Ippodromo San Siro fuga riuscita per Prigioniera

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Ippica: all'ippodromo San Siro fuga riuscita per Prigioniera

ROMA - All’Ippodromo Snai San Siro convegno del sabato con un paio di spunti interessanti. Innanzitutto il Premio Giovanni Falck, si legge in una nota, tradizionale appuntamento per femmine di 3 anni e oltre, quest’anno riproposto come condizionata e portato sui 2200 metri in pista grande. A parte l’ospite Light My Fire, le partecipanti erano tutte al rientro e ciò forse giustifica l’andatura turistica impostata in avanti da Santa Rita, alla quale si è adeguata volentieri Prigioniera (subito ai lati della battistrada) ma che di certo non ha favorito l’alleata Must Be Late, favorita della prova alla luce del secondo posto nelle Oaks su cui restava: la corsa si è risolta così in una volata di poco più di 500 metri, con Prigioniera e Dario Di Tocco che hanno approfittato al meglio delle evenienze passando e prendendo sullo slancio un vantaggio di un paio di lunghezze che poi l’allieva di Marco Gasparini ha difeso chiaramente sino in fondo. Must Be Late ha stentato a carburare ed è stata rimontata anche per il secondo posto da Great Aventura, mentre Light My Fire ha preceduto per il quarto posto Eugubina.
Nel segno di Alduino Botti e di Dario Vargiu le due debuttanti sui 1700 metri pista media per cavalli di 2 anni, divisi per sesso. Poco seguita al betting, che invece si è schierato per la compagna di training Cosmic Queen, Cohelet si è dimostrata più pronta della coetanea nel Premio Pontenure, la divisione femminile. Colori della Rangio Farm, la figlia di Arcano e Concerto Finale si è subito sistemata ai lati della battistrada Napule, è passata poco prima dei 200 finali e ha allungato bene. Ancora piuttosto verde e macchinosa la portacolori della Effevi, poco brillante al via e costretta a inseguire: la figlia di Ruler of The World ha finito in crescendo e naturalmente andrà rivista alla prossima occasione, oggi non ha fatto in tempo a rimontare Napule, che ha salvato così il secondo posto mentre quarta a contatto è terminata Rising Sun. No Profit, terza dal via, è calata nettamente in retta. 

Pronostico confermato tra i maschi nel Premio La Bergamina con la vittoria di Ranger In Paradise, puledro dalla interessante genealogia per le distanze (Holy Roman Emperor e Mooney Ridge, quindi fratellastro di Troublemaker), sempre con la monta di Dario Vargiu: subito ai lati di Lucechericama, il portacolori della Dioscuri si è staccato con il rivale nei 300 finali e alla fine ha preso il sopravvento, nonostante qualche comprensibile difesa che ha lasciato in dubbio il risultato almeno sino ai 50 finali. Bene si è difeso Lucechericama, mentre Cima Devil ha risolto la volata per il terzo posto regolando Sfursatt e Fedez. Estremamente combattuto il Premio Clubino Dadi, l’handicap per cavalieri e amazzoni sui 1600 metri in pista media: c’è stata andatura sin dal via con la lotta iniziale tra Red Painter e Keep Right, poi ai 400 finali è stata Fine Dream ad accendere la volata: la cavalla di Natalino Urracci con Jessica Spampatti è passata portandosi dietro Battle Commence che nell’ultimo furlong l’ha attaccata duramente, ma dopo che il discorso vittoria è sembrato a lungo un affare tra le due amazzoni, proprio negli ultimissimi metri all’interno si è materializzata la sagoma di Zar Dei Grif, che Fabrizio Mazzoleni ha lanciato all’inseguimento dopo avere faticato a trovare il varco a metà retta: a nozze nelle gare tirate, l’allievo di Marco Gonnelli quasi all’ultimo tuffo ha messo d’accordo le duellanti, che qualche colpo proibito devono esserselo scambiato visto che la giuria prima di convalidare l’ordine di arrivo ha voluto rivedere il filmato, con Battle Commence al secondo su Fine Dream.

Le corse dei cavalli ci fanno bugiardi ad ogni occasione: l’impressione che i 1000 metri fossero diventati troppo brevi per Cracking Art è stata prontamente smentita dall’allievo di Bruno Grizzetti, che ne è anche il proprietario, nel Premio Vaso Tartaro. Con Nicola Pinna in sella, il figlio di Dutch Art è partito in maniera sollecita e si è mantenuto sui primi galoppando largo, ai 200 finali ha piazzato lo scatto e ha risolto la  partita. Il top weight Giocoforza è apparso in difficoltà lungo il percorso, costringendo Dario Vargiu a sospingerlo energicamente lungo il percorso, ma nei 100 finali è quello che ha prodotto la progressione migliore e proprio in zona traguardo ha risolto la volata per il secondo posto, al largo di tutti, battendo Soubretta e Magdalene Fox che dalla seconda linea hanno un po’ faticato a trovare il varco: l’allievo di Devis Grilli in realtà non è sembrato molto incisivo anche quando ha visto la luce. 

Chiusura con il Premio Assago, l’handicap sui 1800 metri in pista media per cavalli di 3 anni valido come TQQ con il colpaccio di Walplata (training Marco Gonnelli, al secondo centro del pomeriggio). Tra gli outsider della prova, la portacolori di Massimo Soldati montata da Luca Maniezzi ha dominato a sorpresa la prova, seguendo la battistrada Camomilla dal via per passare a inizio dirittura e staccare chiaramente il gruppo. Secondo successo della carriera per la figlia di Rio de La Plata, che già a Varese alla penultima uscita si era resa autrice di una nitida affermazione. Per Thunderstorm la vittoria resta invece una chimera, ma l’allievo di Cristiano Fais ha collezionato il sesto posto d’onore (su nove uscite). Sono finiti bene a centro pista Olaya de L’Alguer e Red Desert, con Avior Hadar per linee interne a chiudere il podio del quinté. Fuori
quadro l’atteso Rolly Billy, che ha provato ad avanzare tra i cavalli in retta ma ha avuto qualche problema di traffico.

Foto Dena - Snaitech          

 

 

RED/Agipro

 

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