ROMA – “La Lega Calcio ha più volte evidenziato l’esigenza di superare il divieto generalizzato di pubblicità delle scommesse introdotto dal decreto Dignità. Una richiesta mai accolta ma che merita di essere affrontata anche alla luce dell’evoluzione del mercato e delle esperienze in altri stati membri dell’Ue che adottano modelli solo parzialmente restrittivi e che condividiamo. Siamo in un mercato europeo, in questa maniera le nostre società sono penalizzate. Sì alla tutela dei minori e ai messaggi di responsabilità sociale, ma riapriamo questo mercato”. Così Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, nel corso di un’audizione in Commissione Cultura al Senato sul disegno di legge di riforma del calcio.

Simonelli ha sottolineato che “ci sono incoerenze tra i testi, senza coerenza e armonia di fondo diventa impossibile analizzare con lucidità la situazione. Anche sulla pubblicità delle scommesse ci sono pareri contrastanti. I testi che prevedono il prelievo di risorse dal gioco, poi, lo fanno su basi incomparabili; in caso di assemblaggio, gli effetti si sommerebbero sul comparto senza che nessuno ne abbia misurato l’incidenza complessiva”. D’altro canto, “il divieto di pubblicità – aggiunge – non lascia distinguere tra gioco legale e illegale. Aprire alla pubblicità degli operatori legali, seppure con tutte le limitazioni su cui possiamo essere d’accordo, può garantire che non ci sia afflusso di denaro verso il gioco illegale. Una parte dei proventi generati da questo mercato miliardario, che si sviluppa attorno alle competizioni calcistiche, deve tornare anche a favore di chi organizza queste competizioni”.

Infine, Simonelli ha spiegato che “la Lega chiede da mesi, e vediamo come si può fare, la certezza sulla titolarità e l’utilizzo dei dati delle competizioni. C’è chi utilizza i nostri dati senza pagarli, chi li prende e li rivende senza darci nulla. Un’ulteriore precisazione che tolga questa ‘arma’ a chi prende i dati senza pagarli ci darebbe la certezza di poter anche ragionare su una maggiore contribuzione per le serie minori”.

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