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Ultimo aggiornamento il 31/03/2026 alle ore 19:00

Attualità e Politica

31/03/2026 | 16:35

Bingo, Tar Lazio accoglie altri ricorsi contro la proroga 2023-2024 delle concessioni: "Incompatibile con diritto Ue, canone da ricalcolare"

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Bingo Tar Lazio accoglie altri ricorsi contro la proroga 2023 2024 delle concessioni: Incompatibile con diritto Ue canone da ricalcolare

ROMA - Il Tar del Lazio ha accolto nuovi ricorsi di altri operatori del Bingo contro la proroga tecnica onerosa delle concessioni per il biennio 2023-2024. Il Tribunale amministrativo ha quindi annullato i provvedimenti del 2023 dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, giudicandoli sproporzionati e non compatibili con il diritto dell'Unione europea, come affermato nella sentenza della Corte di Giustizia Ue del 20 marzo 2025. Il canone di concessione dovrà essere ricalcolato.

La proroga tecnica, prevista dalla Legge di Bilancio 2023, consentiva ai concessionari di proseguire l’attività senza una nuova gara, imponendo però, si legge nella sentenza, il pagamento di un "canone fisso maggiorato del 15%". I ricorrenti contestavano sia il meccanismo stesso della proroga sia il canone di pagamento fisso e aumentato, considerato sproporzionato rispetto agli effettivi redditi degli operatori del settore.

Il Tar ha ribadito che le proroghe tecniche onerose sono modifiche sostanziali ai contratti di concessione, incompatibili con la direttiva europea del 2014 e ammissibili solo in specifiche condizioni che però, in questo caso, non si verificano. Accolta l'interpretazione degli operatori del Bingo secondo cui un canone fisso e uguale per tutti non è correttamente proporzionato con il fatturato e la capacità economica dei concessionari.

I giudici amministrativi hanno però specificato che il rapporto di concessione non può, si legge nel testo, "restare privo di regolazione" e deve essere comunque definito un "canone dovuto per l’esercizio del gioco del Bingo in modo da garantire l’equilibrio del rapporto". Spetta quindi all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli la "corretta individuazione dell’indennità a carico dei concessionari per il periodo compreso tra il 31 marzo 2023 ed il 31 dicembre 2024, nel rispetto dei principi affermati dalla Corte di Giustizia dell'Unione europea nella sentenza del 20 marzo 2025".

DVA/Agipro

 

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