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Ultimo aggiornamento il 08/03/2021 alle ore 19:05

Attualità e Politica

05/02/2021 | 10:40

L'era Conte e la paralisi dell'ippica, al governo Draghi la sfida della riforma del settore e la riapertura al pubblico di ippodromi e punti scommesse

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Conte ippica ippodromi punti scommesse

ROMA - La tanto annunciata e mai realizzata riforma dell'ippica, la proposta di legge sull'ippicoltura e la mancata riapertura al pubblico degli ippodromi e dei punti scommesse: sono le "vittime" della gestione di Giuseppe Conte e i punti fermi da cui il nuovo governo dovrà ripartire, per assicurare un futuro a un settore tuttora in difficoltà. Nei due anni e mezzo del governo Conte, l'ippica non è mai stata tra le priorità del Mipaaf: con la maggioranza gialloverde il dicastero era affidato a Gian Marco Centinaio, promotore di una task force che avrebbe dovuto lavorare alla riforma del settore, ma che si sgretolò dopo le dimissione di una parte dei collaboratori, poco prima dell'addio della Lega al Governo. Con la gestione di Teresa Bellanova, poi, trascorsero altri mesi prima che la delega all'ippica venisse assegnata al sottosegretario Giuseppe L'Abbate, a febbraio dello scorso anno. 
Un timido passo avanti per migliorare l'operatività del settore e ridurre i tempi di liquidazione dei premi relativi alle corse arrivò a marzo, quando il Mipaaf approvò il decreto per anticipare il 40% delle sovvenzioni attribuite alle società di corse, un provvedimento molto atteso dal settore. Poco dopo, però, il Covid portò alla chiusura degli ippodromi: come tante attività ritenute non essenziali, le corse sono state interrotte fino a fine maggio. Una situazione insostenibile per un settore che ha dovuto comunque fronteggiare dei costi fissi. A giugno, aveva denunciato Federippodromi, il Mipaaf non aveva ancora regolarizzato i rapporti contrattuali con le società di corse e non aveva neanche erogato gli acconti promessi solo pochi mesi prima. 

 Dopo il lockdown, l'attività degli ippodromi è lentamente ripresa, ma a porte chiuse e con un calendario ridotto, mentre in Parlamento veniva depositata la proposta di legge di Italia Viva sull'ippicoltura e il sottosegretario L'Abbate continuava a lavorare a una riforma che, nelle intenzioni, voleva "smembrare" l'ippica, trasferendo l'organizzazione delle corse sotto la gestione sportiva del Coni, lasciando al Mipaaf la parte relativa all'allevamento. Una soluzione che scontentava gli operatori del settore, che anzi chiedevano la nascita di un ente unico, una riforma delle scommesse ippiche e un nuovo quadro normativo per superare l'attuale frammentazione. Comunque, con le dimissioni di Conte, anche questa ipotesi è in stand-by. 
Ora l'aspetto più urgente da affrontare per il nuovo governo, oltre alla riapertura degli ippodromi al pubblico, è la ripartenza della raccolta nei punti scommesse, che permetterebbe «a tutti gli operatori del settore ippico di mettere fine a questo difficilissimo momento per tutto il comparto, contrassegnato da calendari ridotti, riunioni a porte chiuse, ricavi commerciali e scommesse azzerate», ha detto il presidente di Federippodromi, Elio Pautasso. L'obiettivo più ambizioso resta comunque quello di una riforma dell'ippica a tutto tondo, che coinvolga gli operatori della filiera e affronti una revisione delle scommesse, nel tentativo di sistemare le storture che nel corso degli ultimi anni si sono venute a creare. 

MSC/Agipro

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