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Ultimo aggiornamento il 13/11/2019 alle ore 09:16

Attualità e Politica

29/10/2019 | 11:45

Decreto fiscale, Servizio Studi: gara scommesse entro il 30 giugno 2020, gara bingo entro il 30 settembre

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Decreto fiscale Servizio Studi gara scommesse bingo

ROMA - L'articolo 24 del Decreto Fiscale «proroga al 30 giugno 2020 e al 30 settembre 2020 i termini per indire le gare relative, rispettivamente, all'attribuzione delle concessioni di raccolta delle scommesse e del Bingo». È quanto si legge nel dossier del Servizio Studi di Camera e Senato. «In entrambi i casi vengono prorogate, a titolo oneroso, le concessioni in essere, prevedendo un aumento delle somme da versare annualmente in caso di proroga delle concessioni di raccolta delle scommesse». Al riguardo «la relazione illustrativa chiarisce che le disposizioni in esame sono conseguenti alla sospensione, da parte del Consiglio di Stato, del parere obbligatorio da rendere sugli atti di gara. Il Consiglio di Stato ha infatti reso due pareri interlocutori con i quali ha sospeso la pronuncia dei pareri sugli atti di gara relativi alle scommesse e al Bingo, nelle more degli adempimenti dell’amministrazione richiedente. La norma, quindi, «modifica la legge di bilancio 2018che prevede l’attribuzione con gara, da parte dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, delle concessioni di raccolta delle scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, ivi compresi gli eventi simulati, per un introito previsto almeno pari a 410 milioni di euro. Con la modifica in esame, il termine per indire tale gara viene prorogato dal 30 settembre 2018 al 30 giugno 2020». La legge di bilancio 2018, inoltre, aveva previsto «la proroga delle concessioni di raccolta delle scommesse in essere, nonché della titolarità dei punti di raccolta regolarizzati dalle leggi di stabilità 2015 e 2016, a fronte del versamento della somma annuale di 6.000 euro per diritto afferente ai punti vendita aventi come attività principale la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici, compresi i punti di raccolta regolarizzati, e di 3.500 euro per ogni diritto afferente ai punti vendita aventi come attività accessoria la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici. Con la modifica in esame viene prorogato dal 31 dicembre 2019 al 31 dicembre 2020 il termine per le concessioni in essere e la titolarità dei punti di raccolta regolarizzati. Vengono inoltre aumentate le somme da versare annualmente in relazione alla proroga delle concessioni: da 6.000 a 7.500 euro, per i punti vendita in cui il gioco pubblico costituisce l'attività principale, e da 3.500 a 4.500 euro per i punti vendita in cui costituisce attività accessoria».
La norma modifica anche la legge di stabilità 2014, in cui l'Agenzia delle dogane e dei monopoli attribuiva le concessioni di gioco per la raccolta del Bingo «dopo la loro scadenza secondo procedure di selezione concorrenziale, per perseguire il tendenziale allineamento temporale di tali concessioni, con riferimento alle concessioni in scadenza negli anni dal 2013 al 2019 e per un introito almeno pari a 73 milioni di euro. La medesima legge di stabilità 2014 ha previsto, con riferimento al Bingo, una gara per l'attribuzione di 210 concessioni». Con la modifica «viene prorogato dal 30 settembre 2018 al 30 settembre 2020 il termine per indire tale gara» e «le concessioni in scadenza nel 2020 sono incluse nel novero di quelle
oggetto di attribuzione». La relazione illustrativa del Governo chiarisce che, in entrambi i casi, «la proroga è prevista a titolo oneroso per i concessionari».
MSC/Agipro

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