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Ultimo aggiornamento il 16/12/2018 alle ore 11:00

Attualità e Politica

15/11/2018 | 13:22

Distanziometro a Bolzano, gli operatori in Consiglio di Stato: "Norma anticostituzionale, rinviare alla Consulta"

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Distanziometro Bolzano operatori Consiglio di Stato

ROMA - La norma sulle distanze minime tra sale da gioco e luoghi sensibili contiene elementi anticostituzionali e per questo va rinviata alla Consulta. Gli operatori di gioco della provincia di Bolzano tornano all’attacco contro la legge provinciale che ha imposto il "distanziometro", stavolta davanti al Consiglio di Stato.
Al centro della questione, ancora una volta, la norma provinciale che riguarda i luoghi sensibili come scuole e chiese, per i quali le sale giochi devono osservare una distanza minima di 300 metri. L'udienza di oggi - in cui sono stati discussi dieci ricorsi di altrettante società che gestiscono sale sul territorio - arriva dopo il deposito della perizia disposta lo scorso anno proprio da Palazzo Spada per studiare gli effetti delle distanze minime e il possibile "effetto espulsivo" della norma, ritenuto appunto anticostituzionale dalle società: nella relazione del consulente tecnico d’ufficio nominato dai giudici, Cesare Pozzi, è stato evidenziato che la riduzione degli spazi disponibili per le sale porterebbe a una «modifica della struttura dell’offerta» molto rischiosa per i giocatori problematici e patologici e che nel lungo periodo sussiste il rischio di conseguenze in contrasto con gli obiettivi prefissati dalla norma. Un profilo ampiamente sottolineato dai legali delle società, così come l'azzeramento di un intero reparto imprenditoriale. «Si tratta di una normativa sproporzionata e inidonea», hanno ribadito al collegio della Sesta sezione. «La sua applicazione si presta a conseguenze aberranti, manca del tutto di proporzionalità. Non rinviare alla Consulta la norma significherebbe privare gli operatori di qualsiasi tutela».

«Non si può dire che la legge aggravi la situazione dei giocatori patologici - hanno ribattuto gli avvocati della Provincia - È un dato che la perizia non ha dimostrato». Il distanziometro, secondo l'amministrazione di Bolzano, «è l'unica misura efficace contro la ludopatia». Sempre secondo i legali della Provincia, il distanziometro non comporterebbe l'effetto espulsivo: «I giochi online sono sempre a disposizione». Per quanto riguarda gli effetti sul territorio, «numerose aree rimangono a disposizione degli operatori, soprattutto a Bolzano, facilmente raggiungibili dal centro». Una tesi che ha innescato la replica delle società di gioco: «La delocalizzazione è solo virtuale, perché i presunti spazi a disposizione di fatto la situazione concreta delle periferie impedisce il trasferimento senza eccessivi sforzi delle sale». La decisione del Consiglio di Stato è attesa nei prossimi due mesi.
LL/Agipro

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