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Ultimo aggiornamento il 12/12/2019 alle ore 16:55

Attualità e Politica

18/11/2019 | 17:23

Emendamenti Manovra, la ricetta di Endrizzi (M5S): meno concessioni per i giochi, ma molto più costose

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Emendamenti Manovra Endrizzi M5S giochi

ROMA - Un taglio netto al numero delle concessioni di gioco previsto dalla manovra e, contestualmente, un aumento del costo per ciascuna concessione: è quanto prevede un emendamento del senatore Giovanni Endrizzi (M5S) alla legge di bilancio. La proposta di Endrizzi è ridurre da 250mila a 200mila il numero delle slot e raddoppiare la base d'asta a 2.800 euro; ridurre da 58mila a 50mila le VLT e aumentare la base d'asta da 15.500 a 20mila euro (inoltre «per tali diritti non sarà possibile il rilascio di ulteriori nullaosta in conseguenza di guasto»); ridurre da 35mila a 25mila il numero di bar e tabacchi che potranno ospitare apparecchi da gioco, con un aumento da 11mila a 18mila euro della base d'asta; ridurre da 2.800 a 2.400 il numero delle sale, prevedendo un aumento da 30mila a 40mila euro per la base d'asta; ridurre da 50 a 40 il numero dei diritti per la raccolta di gioco da remoto, per i quali la base d'asta passerebbe da 2 a 3 milioni di euro.
Nella sua proposta, inoltre, Endrizzi suggerisce che i dati raccolti, memorizzati e trasmessi dalle attuali VLT e dalle future slot non dovranno essere «utilizzati per la profilazione di singoli utenti o per fornire indicazioni sull'efficacia dei diversi software in relazioni alle reazioni di consumo dei clienti».
Infine, Endrizzi sottolinea che «la riserva di partecipazione ai soli player attuali facilita la costituzione di cartelli, limiti la concorrenza e rappresenti una sorta di rendita di posizione, a danno dell'erario», e sarebbe opportuno «frenare il meccanismo per cui società con sede operativa nella UE, ma con sede legale in paradisi fiscali possano eludere la fiscalità». Per questo propone di affidare al MEF, attraverso un decreto da adottare entro il 31 dicembre 2020, la definizione dei «criteri per rapportare il prelievo applicato ai concessionari aventi sede legale in Paesi esteri al fine di mantenere invariato il gettito fiscale, rispetto ai concessionari aventi sede legale e fiscale sul territorio italiano».
MSC/Agipro

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