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Ultimo aggiornamento il 11/11/2019 alle ore 19:01

Attualità e Politica

29/10/2019 | 18:52

Giochi, Monti (Luiss): "Confinare i giocatori in periferia non è fare politica sociale, bisogna investire su educazione e prevenzione"

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Giochi Monti Luiss educazione prevenzione

ROMA - «Mettere al bando il gioco legale con una misura protezionista tale da stringere e costringere i giocatori problematici e patologici ai confini delle città, non suona come una politica sociale. La più concreta arma contro il gioco patologico non consiste nel nascondere il fenomeno nelle periferie ma, innanzitutto, potenziare gli investimenti nell’educazione e cultura nelle scuole e nella prevenzione e assistenza da parte dei SerD. Con ciò si intende anche avere uno sguardo lungimirante al futuro, in cui sarà sempre più ampio il mercato del gioco online, che, per ovvia natura, sfugge a provvedimenti di carattere fisico». Lo ha detto Luciano Monti, Direttore scientifico Fondazione Bruno Visentini e professore della LUISS, nel corso della tavola rotonda su “Gli effetti del distanziometro e dei limiti orari” promossa da BVA-Doxa. «La normativa emanata negli ultimi anni dagli enti locali che ha riguardato l’introduzione di distanziometri e di limiti orari fortemente penalizzanti per gli operatori legali e i provvedimenti dei governi che si sono avvicendati negli ultimi anni finalizzati solo a inasprire la pressione fiscale del settore appaiono ispirati proprio dalla necessità inversa di dare risposte semplici ed immediate e che si sono rivelati alla prova dei fatti scarsamente efficaci», ha sottolineato l'avvocato Luca Giacobbe.
MSC/Agipro

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