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Ultimo aggiornamento il 20/06/2019 alle ore 20:39

Attualità e Politica

22/05/2019 | 10:37

Giochi in Piemonte, Astro: "Daremo il nostro contributo alla nuova maggioranza per correggere le distorsioni della legge"

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Giochi Piemonte Astro

ROMA - «Indipendentemente dalla maggioranza che risulterà vittoriosa alle prossime elezioni regionali» del Piemonte, l'associazione dei gestori Astro «si mostra fin d’ora disponibile a fornire il proprio costruttivo contributo (comprensivo anche di concrete proposte per combattere la ludopatia), inteso non a smontare l’intero impianto della legge» regionale sul gioco, «ma a correggerne quelle distorsioni che, lungi dal recare benefici nella fondamentale lotta alla ludopatia, hanno determinato soltanto effetti afflittivi in termini economici ed occupazionali». E' quanto si legge in una nota dell'associazione, che commenta le dichiarazioni della consigliera regionale del PD, Nadia Conticelli, che ha sollevato «dei dubbi in merito alle conseguenze della legge e alla sua reale efficacia». Il 20 maggio, sottolinea Astro, «ha rappresentato in Piemonte il D-day per le sale da gioco che non siano riuscite ad adeguarsi ai limiti territoriali imposti dalla legge regionale: una data sicuramente infausta per i titolari ed i dipendenti delle sale che dovranno necessariamente chiudere». Astro accoglie «con favore i dubbi che la consigliera Conticelli solleva, con riguardo agli effetti del distanziometro che, come abbiamo sempre sostenuto, finisce per ghettizzare il gioco nelle periferie delle città "proprio laddove vivono le persone con più problemi di tipo sociale ed economico". 
A tale constatazione aggiungiamo che, almeno ad oggi, non sono emersi dati che dimostrino l’efficacia della legge nel risolvere (o comunque ridurre) il fenomeno della ludopatia visto che, come abbiamo sempre sostenuto sulla base dell’esperienza maturata sul campo e come anche confermato dallo studio dell’Istituto Superiore di Sanità (nella ricerca presentata a Roma nel mese di ottobre 2018), lo spostamento dei punti di gioco non scoraggia in alcun modo il giocatore patologico, a maggior ragione se, come sopra evidenziato, il gioco viene relegato nelle zone periferiche delle città».
Inoltre, «a seguito dell’entrata in vigore di questa legge, sono balzati agli onori della cronaca i numeri, sempre più crescenti, dei fenomeni di illegalità, ambito a cui la domanda di gioco si rivolge per supplire alla contrazione forzata dell’offerta legale. Ci sembra ora veramente di buon auspicio il proposito, fatto proprio dalla consigliera Conticelli, di riaprire il dibattito sugli effetti di questa legge e su eventuali correzioni da apportare».
RED/Agipro

 

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