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Ultimo aggiornamento il 31/10/2020 alle ore 19:01

Attualità e Politica

26/05/2020 | 11:35

Giochi, Pucci (As.tro) alla consigliera di Trento: "Scorretto strumentalizzare l'emergenza per mettere al bando attività legali"

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Giochi Pucci Astro consigliera Trento

ROMA - «Non è eticamente corretto strumentalizzare una gravissima emergenza sanitaria per aprire lo spazio a personali battaglie ideologiche e per chiedere la messa al bando, a livello comunale e nazionale, di attività economiche lecite» come le sale giochi: è quanto si legge nella lettera del presidente di As.tro, Massimiliano Pucci, alla consigliera comunale di Trento Elisabetta Bozzarelli, che aveva proposto un’ordinanza per inibire definitivamente, nel territorio di Trento, l’attività delle sale giochi, già chiuse da tre mesi a causa dell'emergenza coronavirus. «Le attuali normative finalizzate alla programmazione delle aperture sono, o dovrebbero essere, ispirate dal parametro della sicurezza, misurato sull’esigenza di limitare il rischio di contagio da Covid-19 dei dipendenti e della clientela. Le imprese del gioco hanno, su questo punto, già presentato da tempo alle autorità competenti specifici protocolli finalizzati a salvaguardare al meglio tali esigenze, dimostrando la massima disponibilità ad accettare, a tale scopo, importanti riduzioni dell’offerta. Decidere della riapertura di determinate attività o il protrarsi della sospensione di altre attività economiche lecite non dovrebbe dipendere, almeno nell’ambito dell’attuale contesto normativo, da discriminazioni etiche», spiega Pucci. Quello che «lascia perplessi è la sua ferma convinzione che l’abolizione del gioco legale porterebbe con sé la definitiva sconfitta della ludopatia e che la stessa (insieme alla domanda e offerta di gioco che la generano) sia figlia della legalizzazione». Al contrario, invece, «agli inizi degli anni 2000, il legislatore nazionale, legalizzando il gioco, fece una scelta motivata da specifiche e chiare esigenze», tra cui «sottrarre alla criminalità l’offerta di gioco», «tutelare il giocatore», impedire «l’accesso al gioco da parte dei minori» e «imporre rigide normative per impedire il riciclaggio di denaro sporco». Anche «il problema della ludopatia che lei solleva è serio», ma «oggi risultano in cura circa 15.000 pazienti su tutto il territorio nazionale, un dato importante che merita attenzione e ricerca di soluzioni, ma è ben lontano dal milione e mezzo da lei indicato, che rappresenta invece una stima statistica, priva di qualsiasi riscontro oggettivo», sottolinea Pucci.
«Sono legittime opinioni e come tali le rispettiamo, ma non rinunceremo ad intraprendere tutte le battaglie legali necessarie a ripristinare l’applicazione dei principi base delle Stato di diritto messi in discussione, sul piano giuridico, dai profeti dello “Stato etico”, come non rinunceremo a difendere, nel pieno rispetto delle regole di un confronto civile, la sopravvivenza delle imprese che rappresentiamo e dei lavoratori del settore, messi seriamente a repentaglio da simili crociate ideologiche», conclude.
RED/Agipro

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