Agipronews

Hai dimenticato la password?

Ultimo aggiornamento il 21/06/2021 alle ore 19:02

Attualità e Politica

19/04/2021 | 09:45

Giochi in lockdown: ad aprile ‘buco’ erariale superiore ai 20 milioni al giorno, a rischio i 50mila dipendenti dei negozi di gioco

facebook twitter pinterest
Giochi in lockdown: ad aprile ‘buco’ erariale superiore ai 20 milioni al giorno a rischio i 50mila dipendenti dei negozi di gioco

ROMA - Un "buco" tra i 600 e i 650 milioni di euro solo ad aprile - circa 20 milioni al giorno - a causa dell'ennesimo mese di lockdown per le sale giochi e scommesse: è la stima delle mancate entrate del settore, costretto dall'ultimo provvedimento anti-Covid del Governo Draghi a prolungare la chiusura, che dura ormai da fine ottobre 2020 e si somma allo stop della scorsa primavera. La chiusura di sale giochi, scommesse e bingo per quasi sei mesi nell’anno 2020 ha portato a un calo del 47,5% della raccolta nell’anno passato: 38,8 miliardi contro i 73,9 miliardi del 2019, solo nei negozi di gioco. Per lo Stato, la contrazione degli incassi si traduce in un buco da 4,3 miliardi di euro, il 42,3% in meno rispetto agli 11,3 miliardi del 2019: a subire il danno maggiore sul giro d’affari - secondo i dati dell'industria elaborati da Agipronews – è stato il segmento degli apparecchi (slot e Vlt), che registra un crollo del 54% rispetto al 2019 (a 4,7 miliardi di euro). A seguire, le scommesse, con una diminuzione del 36% della spesa, che si assesta a 800 milioni di euro, mentre lotterie e Bingo hanno perso il 25%, fermandosi a 4,4 miliardi.

Facendo un paragone con il mese di aprile del 2019 (nel 2020 si era già in pieno lockdown) si stima che la riduzione della spesa complessiva, nel mese in corso, sarà pari a circa un miliardo di euro, con una conseguente perdita per l'Erario di oltre 600 milioni di euro. E l'emorragia non riguarda solo le entrate: ogni settimana di chiusura rischia di tradursi in un'emergenza occupazionale, che condannerà migliaia di imprese e di lavoratori, attualmente in cassa integrazione. A causa dello stop, circa un terzo dei 150mila addetti complessivi del settore – i 50mila dipendenti impiegati nelle sale giochi, scommesse e bingo – rischia di perdere il posto di lavoro

MSC/Agipro

Breaking news

Ti potrebbe interessare...

x

AGIPRONEWS APP
Gratis - su Google Play
Scarica

chiudi Agipronews
Accesso riservato

Per leggere questa notizia occorre essere abbonati.
Per info e costi scrivere a:

amministrazione@agipro.it

Sei già abbonato?
Effettua il login inserendo username e password