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Ultimo aggiornamento il 02/10/2022 alle ore 17:19

Attualità e Politica

22/03/2022 | 15:11

Gioco illegale, Minenna (dg Adm): "Giro d'affari da oltre 100 miliardi di euro, servono interventi normativi e strumenti di vigilanza più incisivi"

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Gioco illegale Minenna dg Adm

ROMA - Il gioco illegale «muove oltre 100 miliardi di euro e provoca minori entrate erariali per circa 15 miliardi di euro l'anno. È di tutta evidenza che, di fronte a questo stato dell’arte, dobbiamo avere delle regole amministrative coordinate e strumenti di vigilanza ancor più incisivi». Lo ha detto Marcello Minenna, direttore generale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in un'intervista a L'Espresso, sottolineando che Adm non ha «tutti i poteri che servono per poter intervenire in un settore così importante, sia sotto l'aspetto sociale che economico».
«Non mi riferisco a conoscenze tecniche e specialistiche interne all'Agenzia, anzi. Abbiamo un ottimo gruppo che studia continuamente l'andamento delle giocate e ci consente di intervenire sui gestori accreditati non appena registriamo anomalie», sottolinea Minenna. «Abbiamo oscurato più di 200 siti illegali solo dallo scorso gennaio e collaboriamo quotidianamente con le forze di polizia e i diversi Centri Operativi della Direzione investigativa antimafia. Ma non basta, il problema è di carattere normativo». Il sistema, prosegue Minenna, «soffre della staticità degli ultimi vent'anni. Per capire il sistema bisogna immaginarlo come un doppio binario, legale e illegale. Le mafie seguono entrambi i canali per confluire, movimentare e riciclare più denaro possibile. Inoltre dopo il blocco del 2020 dovuto alla pandemia, con la chiusura delle sale scommesse, le mafie si sono assicurate un incremento degli utili in maniera rilevante». Per questo, l'Agenzia «deve avere poteri di controllo approfonditi e immediati», sottolinea.
Minenna è «molto preoccupato» per «l'attuale quadro normativo, soprattutto nell'ambito della regolamentazione del gioco legale». Un punto di caduta «rilevante» è rappresentato dalle «diverse competenze normative ripartite tra Stato e Regioni» e dalla «stratificazione di leggi», spiega. I nuovi bandi di gara per le concessioni giochi – già predisposti e inviati al Consiglio di Stato - «potrebbero essere una grande occasione per rilanciare il settore e renderlo più trasparente: consentendo l'arrivo di importanti know-how internazionali e, allo stesso tempo, garantendo un risultato certo di minor permeazione alle infiltrazioni mafiose. Ma se non cambia il quadro normativo, la strada sarà in salita».
RED/Agipro

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