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Ultimo aggiornamento il 27/11/2021 alle ore 21:49

Attualità e Politica

20/07/2021 | 15:35

Gioco patologico, la bozza del regolamento del Ministero della Salute: "Alle Regioni l'attuazione dei percorsi di prevenzione e cura, finanziamento garantito dal fondo da 50 milioni"

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ROMA - Fornire uno strumento agli operatori socio-sanitari che si occupano di dipendenza per «migliorare gli interventi di prevenzione per le persone affette dal disturbo da gioco» e per rendere «omogeneo, efficace e di qualità il percorso terapeutico dei pazienti con disturbo da gioco»: è l'obiettivo dello schema di regolamento del Ministero della Salute sulle linee d'azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da Dga e inviato alle Regioni. Il finanziamento è affidato al Fondo per il gioco patologico da 50 milioni annui istituito quattro anni fa, che è stato ripartito tra le Regioni e le Province a fronte della presentazione al Ministero di uno specifico piano di attività per il contrasto al gioco patologico.Nell'allegato che accompagna la bozza del decreto, il Ministero della Salute ricorda che il «Piano nazionale di prevenzione 2020-2025, approvato con Intesa tra lo Stato, le Regioni e le Province il 6 agosto 2020, include una parte specifica sul tema delle dipendenze e prevede una serie di azioni rivolte, in maniera trasversale, a tutte le dipendenze, compreso il disturbo da gioco d'azzardo». È quindi «importante stabilire un concreto raccordo per l'omogeneità delle azioni e il coordinamento della programmazione, nonchè l'economia delle risorse».

Sulla base dello stato dell'arte delle ricerche nell'ambito del disturbo da gioco d'azzardo, «l'attività di prevenzione con approccio legato all'analisi del comportamento di gioco dovrebbe rispettare alcune linee di azione, come l'applicazione di adeguati sistemi e per la rilevazione del comportamento di gioco, nel rispetto della privacy del giocatore; l'adozione di misure e strumenti che favoriscono la consapevolezza da parte del giocatore stesso riguardo al proprio comportamento di gioco e ai rischi connessi al gioco; l'attivazione di opportuni canali comunicativi in grado di favorire l'immediato accesso ai centri di assistenza sanitaria da parte dei giocatori; l'individuazione dei fabbisogni formativi specifici per le azioni di prevenzione a favore delle diverse tipologie di destinatari; l'implementazione dei fattori che tutelano il benessere psicofisico dei giocatori all'interno delle sale quali il divieto di fumo, la salubrità dell'aria, la presenza di luce esterna, l'assenza di musiche di sottofondo, orologi e messaggi che invitano alla moderazione», si legge ancora nella bozza. Infine, «è importante tener conto, al momento della formulazione di un progetto di cura» del fatto che il disturbo da gioco «è il risultato dell'azione di più fattori», in modo che il percorso «sia personalizzato ed adattato alle specificità del paziente».
MSC/Agipro

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