Agipronews

Hai dimenticato la password?

Ultimo aggiornamento il 05/03/2021 alle ore 17:30

Attualità e Politica

15/02/2021 | 14:10

Governo Draghi al lavoro: dal quinto Decreto Ristori alla scadenza del dpcm, il settore giochi spera nella riapertura dal 6 marzo

facebook twitter pinterest
Governo Draghi Decreto Ristori dpcm giochi riapertura

ROMA - Il quinto Decreto Ristori, la stesura di un Recovery Plan che "conquisti" l'Europa e, soprattutto, la prossima scadenza del dpcm che prevedeva la chiusura di alcune attività (tra cui sale giochi, scommesse e bingo) fino al 5 marzo. Sono queste le criticità che il neonato governo Draghi dovrà affrontare e risolvere nel più breve tempo possibile.

DECRETO RISTORI - Il governo Conte ha lasciato in eredità uno scostamento di bilancio da 32 miliardi di euro che, nelle intenzioni del precedente esecutivo, dovevano essere destinati al quinto Decreto Ristori, di fatto una vera e propria manovra. Il provvedimento dovrebbe servire a prorogare la cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti (per ora fissato al 31 marzo), ma soprattutto a garantire i ristori necessari alla sopravvivenza di quelle attività economiche che tuttora sono chiuse, tra cui le sale giochi, scommesse e bingo e i casinò, per cui il "lockdown" dura ormai dallo scorso ottobre. Sarà quindi il governo Draghi a decidere quale sarà il meccanismo per distribuire le risorse: le imprese e le associazioni hanno fatto presente che i ristori collegati ai codici Ateco si sono rivelati poco efficaci e sperano che il prossimo provvedimento prenda come riferimento le perdite di fatturato complessive per il 2020.

SCADENZA DPCM - A questo tema è collegata la scadenza del dpcm del governo Conte, che appunto prevedeva la sospensione fino al 5 marzo delle «attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all'interno di locali adibiti ad attività differente». Lo stesso provvedimento - che confermava la suddivisione in zone gialle, arancioni e rosse, sulla base degli indicatori di rischio - prevedeva l'istituzione delle "zone bianche" con la riapertura totale di tutte le attività. Anche se in alcune zone i contagi sono in calo, attualmente nessuna regione è passata in zona bianca, l'unica "candidata" è la Val d'Aosta, in cui si registra un trend favorevole. Intanto però, dopo l'ultimo atto di Conte che ha prorogato il divieto di spostamento tra le Regioni, è arrivata l'ordinanza last-minute del ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha bloccato gli impianti da sci a poche ore dalla riapertura. In vista della scadenza del 5 marzo, Speranza e i tecnici frenano, mentre le Regioni chiedono la riapertura delle attività dal 6 marzo: palestre, cinema, teatri, sale giochi e scommesse attendono ancora indicazioni e sperano nella possibilità di riaprire , ma la decisione spetterà a Draghi.

RECOVERY PLAN - Oltre al varo del quinto Decreto Ristori, il nuovo governo dovrà occuparsi del Recovery Plan, che dovrà contenere le misure per far ripartire l'Italia: ci sono a disposizione oltre 200 miliardi per affrontare le conseguenze della crisi innescata dal Covid, ma per ottenere il via libera dell'Europa, è necessario che il piano sia redatto nei modi e nei tempi giusti. Nonostante la crisi di governo delle ultime settimane, in Parlamento sono andate avanti le audizioni sulla riforma del fisco, delle pensioni, della giustizia e della pubblica amministrazione, che proseguiranno anche questa settimana. 

MSC/Agipro

Breaking news

Ti potrebbe interessare...

x

AGIPRONEWS APP
Gratis - su Google Play
Scarica

chiudi Agipronews
Accesso riservato

Per leggere questa notizia occorre essere abbonati.
Per info e costi scrivere a:

amministrazione@agipro.it

Sei già abbonato?
Effettua il login inserendo username e password