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Ultimo aggiornamento il 16/07/2018 alle ore 22:34

Attualità e Politica

04/07/2018 | 15:13

Gratta e Vinci, in decisione ricorso di Sisal e Stanley al Tar Lazio contro il rinnovo della concessione

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ROMA - Annullare il rinnovo della concessione del Gratta e Vinci e rinviare la questione alla Corte Costituzionale. È quanto hanno chiesto Sisal e Stanleybet nell’udienza al Tar Lazio contro il provvedimento dei Monopoli - arrivato in seguito al decreto fiscale approvato a novembre 2017 - che prevede la prosecuzione di nove anni della concessione delle lotterie istantanee alla joint venture Lotterie Nazionali Srl. Il Gruppo Sisal e Stanleybet hanno presentato ricorso contro la nota dei Monopoli sulla prosecuzione fino al 30 settembre 2028 del rapporto con l’attuale concessionario. "La rinnovabilità della concessione era soggetta a condizioni precise, così come stabilito dal bando di gara del 2009. Tali condizioni includevano un'istruttoria da effettuare sulla gestione del concessionario e sulla possibilità che altri soggetti fossero interessati a partecipare alla nuova gara. Un'indagine che però non è stata mai realizzata", hanno sostenuto i legali delle società. Secondo Sisal e Stanley "non c'è stata nessuna verifica su altri operatori, anche se all'Amministrazione era stata segnalata la loro disponibilità". Altro punto contestato è il via libera al rinnovo due anni prima della scadenza dell'attuale concessione. "Versare gli 800 milioni previsti così in anticipo diventerebbe più oneroso per qualunque altro operatore interessato". Il provvedimento dei Monopoli violerebbe dunque i principi di trasparenza, ragionevolezza e imparzialità. La gestione "mono-operatore", inoltre, non garantirebbe nemmeno la tutela del giocatore, vista "la politica di espansione del gioco".

Diversa la posizione dell'Agenzia Dogane e Monopoli e di Lotterie Nazionali. Il rinnovo della concessione, hanno sostenuto i legali delle controparti, era previsto sia dal bando di gara del 2009 che dalla convenzione di concessione. L'ulteriore affidamento non violerebbe dunque i principi nazionali e comunitari, anche perché "nel 2009, a fronte di un bando che prevedeva la partecipazione di più operatori, è arrivata una sola offerta", quella appunto di Lotterie Nazionali. Per la quale il rinnovo non è discriminatorio nei confronti di altre società che nove anni fa non si erano fatte avanti. "Non è un 'regalo', il rinnovo anticipato era previsto dalla gara". Inoltre, la disposizione contenuta nel decreto fiscale del 2017 è  basata - oltre che su ragioni di rilevanza pubblica - anche dal giudizio sulla gestione di Lotterie Nazionali effettuata dai Monopoli. "Una valutazione puntuale, anche questo prevista dal bando 2009,  che parla di un rapporto profittevole. Non si tratta di un rinnovo automatico". Sia i Monopoli che Lotterie Nazionali hanno auspicato una rapida soluzione sulla questione, visto che entro il 31 ottobre è previsto il versamento dell'ultima rata del prezzo di aggiudicazione: dopo i 50 milioni versati nel 2017 e i 300 arrivati a inizio anno, rimangono 450 milioni da pagare entro i prossimi tre mesi. In ballo ci sono quindi 800 milioni complessivi. La sentenza della Seconda sezione è dunque attesa in tempi ridotti, presumibilmente dopo la pausa estiva del tribunale amministrativo.

LL/Agipro

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