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Ultimo aggiornamento il 21/10/2017 alle ore 20:42

Attualità e Politica

15/05/2017 | 10:40

Manovra, Camera: in Commissione Bilancio presentati 40 emendamenti sui giochi (4)

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Manovra Camera Commissione Bilancio emendamenti giochi

ROMA - Il deputato del M5S Matteo Enrico Baroni torna a proporre il divieto di «qualsiasi forma, diretta o indiretta, di propaganda pubblicitaria, di ogni comunicazione commerciale, di sponsorizzazione o di promozione di marchi o prodotti di giochi con vincita in denaro, offerti in reti di raccolta, sia fisiche sia on line. La violazione del divieto di cui al presente comma è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50mila a 500mila euro La sanzione è irrogata al soggetto che commissiona la comunicazione commerciale, la pubblicità, la sponsorizzazione o la promozione, al soggetto che le effettua, nonché al proprietario del mezzo con il quale esse sono diffuse» e «i proventi derivanti dall'applicazione delle sanzioni di cui al presente comma sono destinati alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d'azzardo».
Il deputato Giulio Macron (SI) chiede che l'esercizio delle sale da gioco e il gioco lecito nei locali aperti al pubblico siano «soggetti all'autorizzazione del sindaco del comune territorialmente competente, concessa per cinque anni rinnovabili, previa apposita istanza» e, per le autorizzazioni esistenti, «il termine di cinque anni decorre dalla data di entrata in vigore della presente legge». Inoltre propone il «divieto di collocare apparecchi per il gioco d'azzardo lecito in locali posti a una distanza inferiore a 500 metri, misurati per la distanza pedonale più breve, da scuole di ogni ordine e grado, strutture residenziali o semi residenziali operanti nel settore sanitario o socio-assistenziale, luoghi di culto, caserme, centri di aggregazione giovanile e centri per anziani, sportelli di prelievo di contante e comunque nei centri storici» e «l'orario in cui è consentito il gioco d'azzardo non può eccedere le otto ore giornaliere», ma «con ordinanza del sindaco possono essere definiti limiti più restrittivi e specifiche fasce orarie per ciascun tipo di esercizio».
(segue)

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