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Ultimo aggiornamento il 25/09/2021 alle ore 21:03

Attualità e Politica

08/06/2021 | 11:16

Operazione Super Slot a Bra (CN), blitz della Gdf: scoperta frode fiscale milionaria, sequestri per oltre 3 milioni di euro

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Operazione Super Slot Bra blitz Gdf frode fiscale sequestri

ROMA - I finanzieri del Gruppo di Bra, nell’ambito dell’operazione "Super Slot", hanno scoperto una frode fiscale milionaria nel settore dei giochi e delle scommesse: in seguito a una verifica condotta dall’Agenzia delle Entrate di Cuneo, sono state segnalate alla Procura della Repubblica di Asti diverse ipotesi di reato, riconducibili a una serie di operazioni societarie straordinarie realizzate da tre soggetti residenti nell’albese, soci e rappresentati legali di numerose realtà imprenditoriali riconducibili alla stessa holding famigliare, italiana, con l’illecito intento di abbattere gli utili generati dalla lucrosa attività imprenditoriale svolta nel settore dei giochi e delle scommesse.
In sintesi, lo schema illecito concepito dagli indagati - attraverso operazioni di trasferimento di rami d’azienda e fusioni per incorporazione - consentiva di attribuire un valore esorbitante ad un asset immateriale (un software database), nel corso delle indagini rivelatosi inesistente; tale asset veniva rivalutato sensibilmente a ogni operazione straordinaria successiva, per importi da 6 a 9 milioni di euro, legittimando un corposo e illecito abbattimento dell’imponibile, così come definito dalla normativa fiscale vigente.
Secondo quanto accertato, il bene immateriale (inesistente), dopo aver esaurito il proprio processo di ammortamento contabile, in ragione del quale l’imponibile annuale veniva fraudolentemente abbattuto, subiva un’ulteriore rivalutazione patrimoniale, propedeutica alla realizzazione di una successiva operazione straordinaria, all’esito della quale il soggetto incorporante perpetuava lo stesso schema criminoso, ridimensionando nuovamente il risultato d’esercizio nelle successive annualità. Tale schema “a cascata” è stato ripetuto in più occasioni, coinvolgendo quattro diverse società, tutte riconducibili alla famiglia di imprenditori indagati nel procedimento penale.
L’attività di Polizia Giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica di Asti ha permesso di confermare l’impianto accusatorio ipotizzato dall’Autorità Giudiziaria, consentendo il sequestro del denaro frutto dell’evasione fiscale, che era stato in parte già reinvestito in titoli di Stato, azioni ed altri strutturati prodotti finanziari, per più di 3 milioni di euro, ripartito tra i conti correnti delle società interessate, dei soci amministratori, nonché del commercialista delle imprese coinvolte.
Le indagini proseguono: al vaglio dell’Autorità Giudiziaria vi sono anche ipotesi di autoriciclaggio.
RED/Agipro

 

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