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Attualità e Politica

20/11/2017 | 10:08

Piemonte: stop a 20mila slot, sanzioni fino a 6mila euro per chi non rispetta il distanziometro

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Piemonte astro slot

ROMA - La legge della Regione Piemonte “per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d'azzardo patologico” è stata approvata il 2 maggio 2016. Analogamente alle normative vigenti in altre regioni italiane, il testo disciplina l'esercizio degli apparecchi da intrattenimento (slot e Vlt).

Il distanziometro - Nei comuni con popolazione fino a cinquemila abitanti, l'installazione delle macchine è vietata in locali che distano meno di trecento metri (misurati in base al percorso pedonale più breve) da una serie di “punti sensibili”. Distanza che diventa di cinquecento metri nei comuni con più di cinquemila abitanti. L'elenco dei punti sensibili è nutrito e comprende scuole, centri di formazione, luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali, oratori, istituti di credito, sportelli bancomat, compro oro e stazioni ferroviarie. Non solo: ai comuni è data facoltà di individuare altri luoghi sensibili.

Le limitazioni orarie - Il testo prevede che i comuni dispongano limitazioni orarie all'esercizio di slot e Vlt nelle sale giochi e ogni altro locale in cui siano installati. Tali limiti devono avere una durata «non inferiore a tre ore nell’arco dell’orario di apertura previsto».

Pubblicità - Vietata ogni pubblicità relativa all'apertura o all'esercizio delle sale da gioco. La Regione, inoltre, promuove accordi con gli enti di esercizio del trasporto pubblico locale e regionale per vietare la concessione di spazi pubblicitari relativi al gioco.

Le sanzioni – La violazione del distanziometro per slot e Vlt comporta una sanzione da 2000 a 6000 euro per ogni apparecchio fuori norma, a cui vengono posti i sigilli. Il mancato rispetto degli orari di esercizio è soggetto a sanzioni da 500 a 1500 euro ad apparecchio. Chi viola il divieto di pubblicità va invece incontro a sanzioni da 1000 a 5000 euro. Dopo tre infrazioni relative a orari e pubblicità, il comune dispone la chiusura definitiva degli apparecchi.

I tempi per l'adeguamento - Un punto caldo della normativa riguarda l'adeguamento alle distanze dai punti sensibili, sia da parte degli esercenti che dei titolari di sale giochi. Il testo stabilisce che tutti coloro che gestiscono apparecchi di gioco negli esercizi pubblici o aperti al pubblico devono adeguarsi entro diciotto mesi dall'entrata in vigore della legge (il termine è il 20 novembre 2017). I titolari di sale da gioco e sale scommesse hanno invece tre anni di tempo per mettersi in regola, o addirittura cinque nel caso di autorizzazioni decorrenti dal 1° gennaio 2014.

Il gioco in Piemonte e le ricadute occupazionali – In Piemonte nel 2016 sono stati spesi in giochi (al netto delle vincite) circa un miliardo e 200 milioni, la maggior parte dei quali (777 milioni) riguardano slot e Vlt. Gli apparecchi in esercizio sono circa 29 mila. La riduzione dell'offerta di gioco non potrà che avere conseguenze sul livello occupazionale del settore. In Piemonte, secondo l'associazione di gestori slot Astro, sono in attività 6300 esercizi che vivono totalmente o prevalentemente grazie all'offerta di gioco lecito. Di questi, 6000 sono esercizi generalisti (bar, tabacchi, ecc,) e contano circa 10 mila addetti; 300 sono sale dedicate, con 1500 addetti. In totale, 11 mila e 500 posti di lavoro messi potenzialmente a rischio dal taglio di apparecchi e punti vendita. Al quadro vanno anche aggiunte 300 imprese che si occupano di gestione e manutenzione di slot per conto dei concessionari (con quasi 3000 tra addetti, agenti e impiegati) e 10 imprese di costruzione e distribuzione delle macchine (circa 350 occupati).

A rischio circa 20mila apparecchi - In Piemonte le macchine attive sono 29mila, da un’analisi dell’associazione Astro, quelle che rischiano di essere fuori norma sono circa 20mila, circa il 70% del totale: proiettando la percentuale sui 347 milioni di incassi erariali arrivati dalle slot in Piemonte nel 2016 (secondo i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) il conto in rosso per lo Stato potrebbe arrivare a 243 milioni.


RED/Agipro

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