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Ultimo aggiornamento il 19/09/2017 alle ore 15:51

Attualità e Politica

06/07/2017 | 16:11

Poker online, via libera alle partite internazionali: firmato accordo a Roma con Francia, Portogallo e Spagna

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Poker online Francia Portogallo liquidità internazionale

ROMA - Primo passo per le partite internazionali di poker online, con tavoli condivisi tra giocatori di quattro Stati europei: oggi a Roma le autorità di regolazione del gioco online di Francia, Portogallo, Spagna e Italia hanno siglato "un accordo sulla liquidità condivisa nel poker online”. L'intesa, come annunciato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, pone le basi “per la cooperazione fra le autorità firmatarie, e sarà seguito dagli ulteriori passi necessari per consentire all’interno dell’ordinamento di ciascuno dei Paesi partecipanti l’avvio effettivo dei tavoli di poker con liquidità condivisa". Migliorare la cooperazione e lo scambio di informazioni, combattere il mercato illegale, garantire la migliore protezione del giocatore: sono questi gli obiettivi strategici dell'accordo, la cui implementazione dipenderà dai requisiti di ciascuna regolazione.  “Con la liquidità internazionale vorremmo partire entro la fine dell’anno ma dovremo superare gli inevitabili ostacoli tecnici da superare”, aveva dichiarato ieri il vicedirettore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Alessandro Aronica, a margine della presentazione del bilancio sociale di Lottomatica. “L’Italia è stata in prima fila per i tavoli europei, logico che sia tra i primi firmatari - ha aggiunto - È un primo test sperimentale tutto da seguire, su cui lavoreremo con gli operatori. L’obiettivo è rilanciare un settore in difficoltà oggettiva. L’accordo che verrà firmato domani è solo un primo risultato - per ora a livello sperimentale - e riguarda solo il poker”.

La “liquidità internazionale” è una piattaforma tecnologica di poker online che nelle intenzioni dei proponenti dovrebbe allargare il mercato in alcune aree europee in cui i volumi di gioco tardano a crescere o addirittura sono calati negli ultimi tempi.

Si tratta in sostanza di dare la possibilità di giocatori di diversi Paesi di giocare partite comuni, mentre oggi è possibile giocare solo con avversari registrati nello stesso Paese. Uno dei temi da affrontare sarà sicuramente il protocollo tecnico per l’interazione degli utenti e la verifica delle identità, oltre alla armonizzazione della tassazione: nel nostro Paese è al 20% sulla spesa (vale a dire sulla differenza tra giocate e vincite), simile approccio in Spagna che tassa il margine al 25%, in Portogallo si arriva al 30%, mentre in Francia il prelievo è al 2% ma sull’intero volume di gioco.

Nel 2016 - secondo dati forniti dall’Osservatorio sul gioco online del Politecnico di Milano - la spesa per il poker online in Italia è stata di 73,2 milioni per la modalità cash (-12,5% rispetto all'anno precedente) e 64,9 milioni per i tornei (+3,2%). Un trend che si è accentuato nei primi cinque mesi del 2017: 30,6 milioni per la modalità cash (-6,1%) e 37,2 milioni per i tornei (+17,3%)

Tendenze simili anche per due degli altri mercati con cui l’Italia interagirà: in Francia nel 2016 il cash ha registrato una spesa da 92,9 milioni, in calo dell’8% sul 2015, i tornei hanno invece registrato 137,3 milioni, con una crescita del 4,8%; in Spagna il cash ha segnato un margine da 26,9 milioni nell’ultimo anno (-11,5%), i tornei valgono 30,6 milioni (+2,7%). Non ancora disponibili dati completi per il Portogallo, dove le giocate sono partite a metà del 2016.


PG/Agipro

 

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