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Ultimo aggiornamento il 03/04/2020 alle ore 20:24

Attualità e Politica

26/02/2020 | 10:14

Proroga bingo in Corte Costituzionale, gli operatori: "Situazione senza uscita, il mercato è stato alterato"

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Proroga bingo in Corte Costituzionale gli operatori: Situazione senza uscita il mercato è stato alterato

ROMA - «Bisogna porre un argine ai regimi fiscali 'impropri' - hanno continuato gli avvocati degli operatori bingo in Corte Costituzionale - In questo caso c'è un limite di ragionevolezza. La norma travalica il fine voluto dal legislatore, apparentemente tecnico e di economicità, per riallineare le concessioni prima del nuovo bando». Tuttavia, con il tempo lo scopo della norma è andata oltre gli scopi iniziali: l'ultimo aumento sulla proroga finisce «per espungere i piccoli operatori dal mercato, sui quali questa forma di fiscalità incide così tanto che rimangono solo due opzioni: o vendere l'impresa, o uscire dal mercato». La sproporzione della norma sarebbe dunque evidente.

«C'è un alterazione importante del mercato. Nel tempo gli operatori sono costretti a portare un peso che sarà rilevante al momento della gara, visto che le disponibilità saranno ovviamente limitate», hanno sostenuto ancora i gestori. Tutto questo finirebbe per «falsare la stessa gara». Si tratta, secondo gli operatori «di una escalation peggiorativa». La proroga ha creato un sistema di assoluta incertezza, e la situazione è diventata paradossale: «Ogni due anni aumenta il canone, senza alcun legame sulle capacità di guadagno delle singole sale». A gravare sui gestori delle sale c'è anche il divieto di trasferimento durante il regime di proroga: «È stata creata una gabbia via via più stringente, e se un operatore volesse rinunciare all'attività non potrebbe più partecipare alla gara».

LL/Agipro

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