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Ultimo aggiornamento il 19/10/2017 alle ore 20:35

Attualità e Politica

08/08/2017 | 09:15

Riordino giochi, Baretta (MEF): «Nessun 'blitz' del Governo in Conferenza Unificata»

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Riordino giochi Baretta MEF Governo Conferenza Unificata

ROMA - Parlare di 'blitz' del Governo in Conferenza Unificata in merito alla nuova proposta sul riordino delle norme sui giochi «è semplicemente ridicolo, perché il confronto con Regioni, enti locali e mondo dell'associazionismo è iniziato nel 2014, quando il Parlamento affidò al governo la delega per una riforma del gioco pubblico, con l'obiettivo di tutelare i minori, contrastare il gioco d'azzardo patologico, combattere il gioco illegale e le infiltrazioni delle organizzazioni criminali». Lo scrive il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta in una lettera al direttore del quotidiano "Il Dubbio". «La decisione di discutere del riordino del gioco pubblico prima dell'inizio della pausa estiva fu presa, all'unanimità, lo scorso maggio proprio in Conferenza unificata. Tutti i soggetti coinvolti erano a conoscenza e avevano condiviso quella decisione, tant'è che nelle settimane antecedenti il "blitz" sono arrivate alcune proposte di modifica che sono state accolte e inserite nella versione definitiva del documento», ha spiegato. «L'importanza e la delicatezza dell'argomento è tale che sono stati presentati diversi disegni di legge. Questa nuova sensibilità ha fatto sì che nella legge di stabilità 2016 si decidesse di affidare al confronto in Conferenza unificata la definizione delle caratteristiche dei punti vendita e i criteri per la loro distribuzione e concentrazione territoriale. E su questo punto, che è quello richiamato nell'articolo, il Governo ha avviato da maggio 2016 un confronto con Regioni ed enti locali, allargato anche a tutte quelle associazioni che negli anni hanno lavorato sui territori per contrastare il gioco d'azzardo patologico. In questi mesi, sono state diverse le bozze arrivate sul tavolo della Conferenza unificata, segno non di una debolezza dell'esecutivo, ma della volontà di trovare la migliore mediazione tra le diverse posizioni in campo», ha concluso Baretta. 
RED/Agipro

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