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Ultimo aggiornamento il 20/05/2024 alle ore 13:30

Attualità e Politica

08/05/2024 | 10:49

Riordino giochi, Razzante (consulente Antimafia): “L’eccesso di norme è un regalo alla criminalità organizzata, limite contante nei Pvr un errore”

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ROMA - “Il più grande regalo che si possa fare alla criminalità organizzata è quello di ipernormare il settore dei giochi. Dobbiamo stare attenti quando regoliamo, perché una normazione non consapevole e non coordinata favorisce le mafie, che conoscono bene la regolamentazione ma anche la non regolamentazione”. Così Ranieri Razzante, consulente della Commissione parlamentare Antimafia, nel suo intervento al webinar “Il settore dei giochi e i nodi regolatori – Il riordino del territorio” tenuto dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e promosso da IGT. 
Intervenuto sul tema di antiriciclaggio, Razzante ha spiegato che “le norme italiane di antiriciclaggio nel settore dei giochi sono le più avanzate al mondo. Il settore dei giochi è il secondo per segnalazioni, dopo gli istituti di pagamento, secondo i dati Uif-bankitalia. Le segnalazioni di operazioni sospette sono cresciute del 31,4% nel 2023. Per questo, la storiella che questo settore favorisca consapevolmente l’infiltrazione criminale non ha alcun fondamento. Anche in tema di vigilanza, la Guardia di finanza ci dice che il reparto è assolutamente vigilato. Il problema delle infiltrazioni riguarda soprattutto il territorio, ma i grossi player del mercato sono in grado di mantenere sistemi in linea con le best practice su questo tema”.

Secondo Razzante, un altro problema riguarda il rapporto con il sistema bancario: “Non c’è nessuna norma nella legge antiriciclaggio che imponga di chiudere i conti alle imprese del settore dei giochi – sottolinea -. Non è opportuno chiudere i conti in base all’appartenenza settoriale”.

“Il decreto di riordino del gioco online fa un errore grossolano”, conclude Razzante, “quello di limitare le ricariche con il contante. Anche in questo caso si rischia di fare un favore a chi permette di fare questo tipo di ricariche, ovvero le bische clandestine. Il limite di ricarica nei Pvr a 100 euro settimanali non ha senso, perché chi prima ricaricava 500 o mille euro ogni settimana, lo continuerà a fare cercando un’altra via”.

AB/Agipro

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