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Ultimo aggiornamento il 17/10/2018 alle ore 21:40

Attualità e Politica

20/04/2018 | 17:25

Dopo “Anno Zero” - Da “Ndragames” a “Game Over”, le principali operazioni contro il gioco illegale nel Sud Italia

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ROMA - Nell’ultimo anno, investigatori e Procure hanno portato a termine numerose operazioni contro l'attività della criminalità organizzata nel settore dei giochi, in particolare nel Sud Italia. Ecco le principali. 

Operazione “Ndragames” (marzo 2017) - A marzo 2017 sono stati scoperti oltre tremila apparecchi illegali piazzati dai clan calabresi e lucani in tutta Italia, che fruttavano annualmente un ricavo stimato in 200 mila euro l’anno per ogni macchina. Il sistema messo in piedi dai clan era protetto da una sofisticatissima rete di server e cloud stranieri, con un meccanismo di accesso realizzato da hacker, italiani ed europei, di altissimo livello.

Operazione “Jonny” (maggio 2017) - Si tratta della vasta inchiesta che a maggio 2017 ha portato alla luce un intricato intreccio architettato dalla criminalità organizzata nel settore del gaming - in particolare nella raccolta delle scommesse on line e nel noleggio degli apparecchi - che ha portati a movimenti finanziari per decine di milioni di euro, producendo un profitto netto, per la cosca di ‘ndrangheta Arena di Crotone, da 1,3 milioni in meno di due anni (tra luglio 2013 e febbraio 2015). Le indagini hanno messo in luce che la cosca Arena, per il controllo totale del settore del gaming a Crotone, aveva raggiunto un accordo con altre fazioni criminali. Alle altre cosche veniva assicurata una percentuale, calcolata sul volume del gioco raccolto. Tali accordi hanno determinato un oligopolio criminale che ha alterato gli equilibri concorrenziali del mercato.

Operazione “Outsider” (gennaio 2018) - A gennaio 2018 la Guardia di Finanza ha scoperto una vasta rete di agenzie di scommesse illegali sull’asse tra Italia e Malta: nell’inchiesta della Procura di Ragusa sono stati coinvolti diversi esercizi in Sicilia e in Campania, e sono state denunciate 15 persone per esercizio abusivo di attività di giochi e scommesse. Sequestrati, inoltre, oltre 80 fra computer ed apparecchiature informatiche e oltre 113mila euro in denaro contante e assegni. Dalla documentazione rinvenuta (liste di clienti e somme di denaro giocate) è emersa una significativa movimentazione di denaro raccolto nella attività di scommesse, pari a circa un milione di euro in 8 mesi. Secondo quanto accertato dalle indagini, il sistema illecito è costituito da una rete di imprenditori che nelle diverse agenzie o sale giochi, utilizzando insegne di società di raccolta di scommesse autorizzate in Italia, raccoglievano giocate a favore di siti esteri, non autorizzati ad operare sul territorio nazionale.

Operazione Game Over (febbraio 2018) - Ultima in ordine di tempo è l’operazione "Game Over" di febbraio 2018, in seguito alla quale sono state eseguite 31 ordinanze di custodia cautelare. È stata scoperta una fitta rete di centri scommesse, estesa in varie regioni d’Italia, capaci di generare profitti per oltre un milione di euro al mese. Dalle indagini, inoltre, è emerso un vero e proprio contratto tra Cosa nostra palermitana e Benedetto Bacchi, imprenditore del settore dei giochi e delle scommesse, che era riuscito, con l’appoggio delle cosche mafiose, a monopolizzare il settore e realizzare una rete di agenzie di scommesse abusive (più di 700 in tutta Italia). Parte delle somme guadagnate, tra i 300 e gli 800 mila euro l’anno, veniva poi distribuita all’organizzazione mafiosa. Sono stati sequestrati beni immobili, società e conti correnti bancari dell’imprenditore e di complici nell’attività di riciclaggio, per un valore di diversi milioni di euro. Chiuse e sequestrate anche 40 agenzie di scommesse operanti in tutto il territorio. 

LL/Agipro

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