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Ultimo aggiornamento il 23/07/2018 alle ore 18:01

Attualità e Politica

02/07/2018 | 13:29

Sport e pubblicità dei giochi: in Premier League il gambling vale 53 milioni di euro

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Sport pubblicità Premier League

ROMA - Nove squadre su venti, per un tesoro da 53 milioni di euro: è il valore delle sponsorizzazioni di maglia delle aziende di gambling nella Premier League inglese, uno dei palcoscenici più ambiti per gli operatori internazionali, non solo del settore giochi, visto che il “montepremi” degli sponsor per la massima serie britannica - secondo una ricerca del Daily Mail - lo scorso anno ha toccato i 318 milioni di euro.

Lo studio è stato effettuato a fine 2017, quando nel Regno Unito si è ipotizzata una stretta alle sponsorizzazioni legate ad aziende di scommesse, come oggi ci si prepara a fare in maniera ancora più drastica nel nostro Paese, con le misure comprese nel Decreto Dignità. In Italia - almeno guardando alla stagione appena trascorsa - undici delle venti società calcistiche di Serie A avevano accordi di partnership con le società di scommesse. Neanche uno, però, lo sponsor di maglia.

Nel Regno Unito le sponsorship sono un tassello fondamentale per reggere il sistema: metà delle maglie in campo in Premier, pari al 17% del valore totale delle sponsorizzazioni, a cui si aggiungono altri 16 team nelle due divisioni inferiori.

Un affare da non sottovalutare per le aziende del gaming, in particolare per alcuni marchi esteri che puntano a una visibilità planetaria, piuttosto che a una presenza sul mercato di gioco britannico.

Nel 2014 il Gambling Act ha previsto che per sponsorizzare una squadra in Uk gli operatori dovessero avere una licenza nazionale e soprattutto che versassero il 15% dei profitti derivanti dalle giocate raccolte da utenti britannici. Una norma che incide in maniera relativa sugli affari di parecchi dei marchi di gioco che sponsorizzano la Premier: ad avere una presenza significativa sul mercato Uk sono Bet365 (che oltre a essere proprietaria dello Stoke City è presente sulle maglie e dà il nome allo stadio della squadra) e Betway (che sponsorizza il West Ham). Altri marchi intenazionali di gioco, come Mansion (che sponsorizza il Bournemouth), Dafabet (Burnley), Sportpesa (Everton), Fun88 (Newcastle), hanno maggiore interesse alla visibilità che la presenza sulle maglie garantisce, vista la diffusione internazionale e satellitare delle gare di Premier.

 

GAMBLING: LE SPONSORSHIP DI MAGLIA PER LA PREMIER LEAGUE 2017/2018

 

Bournemouth - M88 - 3,9 milioni di euro

Burnley - Dafabet - 2,8 milioni di euro

Crystal Palace - ManBetX - 7,3 milioni di euro

Everton - SportPesa - 10,8 milioni di euro

Huddersfield - Ope Sports - 1,7 milioni di euro

Newcastle United - Fun88 - 6,8 milioni di euro

Stoke City - Bet365 - 3,6 milioni di euro

Swansea - LeTou - 5 milioni di euro

West Ham - Betway - 11,3 milioni di euro

 

(fonte: Daily Mail)

 

 

Il divieto di sponsorship in Uk ad oggi non si è concretizzato: oltremanica gli annunci clamorosi in politica non sono così frequenti, in ogni caso di solito su questioni concrete è consuetudine aprire un dibattito ampio. Così è stato anche per la stretta sul gioco: mentre il Governo solo dopo accurati studi ha deciso di limitare alcuni tipi di giocate (le scommesse sui terminali, tagliate da 100 a 2 sterline), le sponsorship sono ancora in stand by: se un divieto totale della pubblicità in Uk è visto come una mossa proibizionista, non è così se il discorso punta su una maggiore e più efficace regolamentazione, in particolare su spot e campagne pubblicitarie. «Ho dei figli adolescenti e non sono contrario a una revisione delle regole», ha detto all’epoca Philip Bowcock, Ceo di William Hill, uno degli storici e noti bookmaker britannici. Il modello a cui si punta è quello adottato in Australia, con una zona “gambling free” che copra da cinque minuti prima a cinque minuti dopo gli eventi sportivi, in ogni caso gli spot sono vietati prima delle 20.30.

PG/Agipro

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