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Ultimo aggiornamento il 14/11/2018 alle ore 21:16

Attualità e Politica

23/04/2018 | 13:16

Dopo “Anno Zero” – Nelle carte dell’Antimafia di Palermo il pentito Macaluso: “Sistemi informatici per aggirare i controlli”

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Chi comanda - A gestire questi “circuiti di gioco” sono dei gruppi di persone – sottolinea l’Antimafia - “organizzati secondo standard d’impresa, dotati di un ramificato sistema illegale di raccolta delle scommesse telematiche online grazie ad una rete capillare di agenzie, piccole e medie. Generalmente si tratta di un’organizzazione “a piramide”, con al vertice “il gruppo che è titolare di un “circuito di gioco” che si propone sul mercato web con diversi “siti di casinò” o “circuiti di gambling”, ognuno dei quali presenta una propria “Skin” (o “pannello” nel gergo criminale).

Le mafie nel gioco - Negli ultimi anni, Cosa nostra ha acquisito rapidamente il monopolio delle scommesse sportive on line nelle realtà territoriali controllate. E’ infatti evidente – scrivono i magistrati - che, soprattutto nei quartieri popolari, la penetrazione di un determinato circuito di centri scommesse di uno specifico sito di gioco on line può essere favorita o ostacolata da Cosa Nostra, “grazie alla sua capacità di controllo del territorio basata sui metodi di intimidazione e violenza che le sono propri”.

Le parole del pentito - Uno dei protagonisti mafiosi dell’illecito accordo affaristico-mafioso è il palermitano Sergio Macaluso, affiliato alla famiglia mafiosa di Resuttana, e tratto in arresto nell’operazione “Talea”, che ha messo in luce i rapporti tra i mandamenti mafiosi di San Lorenzo e Resuttana e i gestori delle scommesse sportive on line. In una delle ultime deposizione all’Antimafia, non più di due mesi fa, Macaluso chiarisce alla Procura il contesto: “Cosa nostra ha iniziato a interessarsi del settore intorno al 2013-2014. L’infiltrazione è avvenuta stringendo accordi con i proprietari dei siti di scommesse, molti dei quali vengono aperti a Malta, che garantisce un regime fiscale molto più favorevole. All’interno delle agenzie di scommesse sportive vi sono dei sistemi per occultare l’impiego dei siti di scommesse “.com”, che vengono immediatamente disattivati in caso di controllo. Anche i pagamenti da parte del “banco”, nel caso in cui vinca il cliente, avvengono in “nero” e mediante contanti. La affidabilità dei proprietari dei siti risiede proprio nella loro capacità di pagare anche le più grosse vincite, mediante ingenti somme di denaro che vengono versate in contanti”. E’ il nuovo business delle scommesse illegali, a cui il procuratore Antimafia, Federico Cafiero de Raho, propone di mettere un argine – scoprendo abusi e illegalità - persino con l’utilizzo di “agenti provocatori” nei punti vendita.

NT/Agipro

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