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Ultimo aggiornamento il 02/07/2020 alle ore 20:35

Attualità e Politica

19/05/2020 | 10:00

Fase 2, Bezzera (ANG): “L’ippica non è solo uno sport ma una filiera produttiva. Se non si riparte subito, stavolta si chiude”

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bezzera fase 2 ippica

ROMA – «Se non verrà definita subito una data precisa per la ripartenza dell’ippica, stavolta la filiera rischia di non rialzarsi più». Non usa giri di parole Isabella Bezzera, presidente dell’Associazione Nazionale Galoppo, quando parla ad Agipronews  dell'ultimo Dpcm nel quale ci si è completamente dimenticati del mondo dei cavalli. Presidente Bezzera, lo sport sta piano piano ricominciando ma non si parla minimamente della ripartenza dell’ippica: «Il vero problema è che l’ippica non è “solo” uno sport bensì una filiera produttiva. Le corse sono il nodo finale di un mondo che parte dall’allevamento dando lavoro a migliaia di persone. La componete delle gare fa parte di questa filiera e, cosa fondamentale, è quello che la mantiene: quindi diventa imprescindibile per tutto il settore. Se non ci sono le corse non può esserci tutto il resto. Basta vedere come si stanno comportando all’estero: Francia, Germania, Inghilterra e per ultima l’Irlanda. Tutte hanno chiuso dopo di noi e riaprono prima. Ma perché lo fanno? Perché hanno compreso come l’ippica sia una filiera produttiva e non solo uno sport: non è un caso che in Francia vi siano le corse ma il campionato di calcio abbia chiuso i battenti». 

Questi ritardi stanno creando un danno economico enorme per tutto il settore: «È un disastro. Ho scritto nuovamente sia alla Ministra Bellanova che al Ministro Speranza: sono loro che si devono rendere conto che se non ripartono le corse tantissima gente finirà per strada senza lavoro. Le aziende agricole che producono foraggio, i maniscalchi, i veterinari, gli allevatori: c’è un mondo che rischia veramente grosso. Il Sottosegretario L’Abbate ha chiesto la riapertura delle corse per il 22 maggio ma vorrei che fosse ben chiara una cosa: se non si riparte subito, stavolta si chiude veramente. Inoltre vorrei che fosse rispettato il lavoro di tutti dando una data sicura anche perché i cavalli non sono certo degli oggetti che apri la saracinesca e ti metti a vendere. Finora abbiamo tenuto botta ma adesso diventa molto difficile resistere. Sarebbe inoltre un vero peccato perché avevamo ricreato una qualità di cavalli importante che ci regalava vittorie sia nel trotto che nel galoppo. Vedere che tutto questo possa essere reso vano da un fraintendimento, quello cioè di considerare l’ippica alla stregua delle altre discipline sportive, è una cosa davvero molto dura da accettare». 

Molto probabilmente quando si riaprirà lo si farà a porte chiuse impattando, anche in questo caso, su aspetti economici (biglietti, ristoranti, scommesse): «Sicuramente tutte le manifestazioni quando vedono la presenza di tanta gente sono molto più belle. Ma bisogna fare di necessità virtù e, purché si riparta, per un periodo andrebbe bene anche svolgere le varie competizioni a porte chiuse. In merito alle scommesse abbiamo visto come si possa ovviare con quelle online che, ritengo, siano il futuro».

GB/Agipro

 

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