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Ultimo aggiornamento il 25/06/2019 alle ore 20:52

Attualità e Politica

21/05/2019 | 16:52

Piemonte, il candidato governatore Cirio: "La legge sul gioco va cambiata"

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ROMA - La legge sul gioco patologico del Piemonte potrebbe cambiare dopo le elezioni amministrative del 26 maggio: lo si è capito bene ieri nel corso del dibattito organizzato a Torino, nella sede di Libera e del Gruppo Abele, alla presenza dei quattro candidati alla carica di presidente della Regione. Dopo aver discusso di altri temi, gli aspiranti governatori si sono confrontati proprio sulla opportunità di mantenere inalterata la legge attuale, che dal 20 novembre 2017 ha spento tutte le slot non in regola con il distanziometro e dallo scorso 20 maggio ha sancito la decadenza delle licenze anche per sale giochi e scommesse sotto distanza. Tre candidati su quattro si sono detti favorevoli alla legge: si tratta del governatore uscente Sergio Chiamparino (centrosinistra), di Giorgio Bertola (M5S) e Valter Boero (Popolo della Famiglia). L'unico “no” è arrivato da Alberto Cirio (centrodestra), che ha fatto riferimento a una recente ricerca Eurispes: «Ha dimostrato che questa legge sposta il problema sul gioco nero, allo studio ha partecipato anche Caselli», ha spiegato. Va da sé che in caso di vittoria del centrodestra (i sondaggi danno un testa a testa con il centrosinistra) la legge potrebbe davvero essere cambiata. Del resto, Cirio già nel 2017, nella sua qualità di europarlamentare, aveva presentato una petizione in cui si chiedeva alla Commissione Europea di pronunciarsi sulla compatibilità tra la legge regionale antiludopatia e le libertà economiche del mercato interno previste dal Trattato.

MF/Agipro

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