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Ultimo aggiornamento il 07/04/2020 alle ore 19:06

Attualità e Politica

16/03/2020 | 11:05

Coronavirus, Gravina (Figc): "La Serie A si potrebbe concludere in due stagioni"

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ROMA - «In questo momento qualunque ipotesi sarebbe non fondata. Stiamo lavorando sugli auspici, sulla speranza. Pensare a un campionato che possa definirsi entro giugno, entro l'estate è un auspicio che tutti si augurano ma oggi è davvero difficile ipotizzare». Lo ha detto Gabriele Gravina, presidente della Figc, in un'intervista a "Radio Anch'io Sport" su RadioUno commentando il futuro incerto della Serie A dopo l'emergenza coronavirus che sta colpendo tutto il mondo, in particolare l'Italia. «Stiamo lavorando, dobbiamo pensare che dopo questo tsunami la vita continua, dobbiamo riprendere le nostre attività, il calcio è un collante sociale a cui far ritorno nel più breve tempo possibile. Stiamo navigando a vista in un clima di nebbia assoluta. Abbiamo i riferimenti dei decreti che ci portano al 3 aprile per la ripresa ma è una data troppo ravvicinata per pensare a una ripartenza immediata di tutte le attività, non solo sportiva, e per questo ho parlato dei primi di maggio anche se pure questa è una data di riferimento del tutto teorica anche se dobbiamo darci dei riferimenti altrimenti rischiamo di ritrovarci impreparati». E sulla modalità di un'eventuale ripresa del campionato conclude: «Non posso escludere nulla. Dobbiamo cercare di programmare con l'idea più ottimista che è quella di portare i campionati a termine. Fra le diverse ipotesi ho preannunciato anche la possibilità di non assegnazione del titolo, di congelamento della guaduatoria o del ricorso a play-off e play-out. Se non sarà possibile portare a termini i campionati, adotteremo altre decisioni. Non è escluso anche che il campionato di oggi possa essere bilanciato su due stagioni diverse. Oggi capisco che c'è tanta curiorità, tanta attenzione nel voler definire nel miglior modo possibile i punti di caduta finali ma nessuno oggi è in grado di dire quale sarà il nostro futuro, il nostro domani».

RED/Agipro

 

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