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Ultimo aggiornamento il 20/02/2020 alle ore 12:20

Attualità e Politica

20/12/2019 | 16:21

Decreto fiscale, Stanleybet: "Favorevoli al registro unico, per il blocco pagamenti pronto l'esposto alla Ue"

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decreto fiscale stanleyebt

ROMA - Il decreto fiscale finisce nel mirino di Stanleybet. Nel messaggio di fine anno inviato alla sua rete di agenzie, la società britannica si dichiara pronta a continuare «le battaglie nelle aule di giustizia anche contro le norme» approvate tre giorni fa dal Senato. «Il provvedimento appare troppo generico e scritto male», si legge nella nota. «È già in stesura un esposto alla Commissione Europea che verra? presentato direttamente a Bruxelles». Dubbi vengono sollevati in particolari sul blocco dei pagamenti bancari, misura che secondo Stanleybet «non dovrebbe riguardare i nostri CTD ma solo gli operatori che non hanno titolo a operare». L'applicazione della norma è comunque subordinata all'emanazione di uno o più decreti del Mef e dell'Agenzia Dogane e Monopoli: «Siamo certi che i firmatari di quel decreto si atterranno a regole ferree di sana prudenza, dato che è ben noto il ‘nervosismo risarcitorio’ dell’operatore Stanley - si legge ancora -  D’altra parte, si tratterà di provvedimenti della Pubblica Amministrazione, che sono quindi impugnabili al Tar prima e al Consiglio di Stato poi». Per quanto riguarda il Registro unico degli operatori di gioco, «ci sembra una misura più che doverosa e, se ci fosse inspiegabilmente negata potremo impugnare il decreto di rigetto dell'iscrizione».

Le perplessità di Stanleybet sui provvedimenti di fine anno riguarda anche l'ulteriore proroga delle concessioni scommesse e bingo, pure prevista dal decreto fiscale. «Un sistema concessorio in proroga senza gara per quattro lunghi anni, può essere ancora considerato un sistema legittimo?». Per il bookmaker «si può pensare che il sistema, incluso il suo Regolatore, non siano più al passo con i tempi» e che «il sistema concessorio è finito». La proposta è dunque di passare a «un sistema autorizzatorio, sul modello agile e performante di altri paesi dell’Unione».

Stanley ricorda infine i contenziosi già avviati sia nei tribunali italiani che in quelli europei. Per quanto riguarda l'imposta unica per le agenzie estere, «la soluzione è prossima e potrebbe provenire direttamente dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea». Si attende infine anche la soluzione sul rinnovo della concessione Gratta e Vinci, pure all'attenzione della Corte Ue: «Si potrebbe ottenere, anche in tale sede, una sentenza che potrebbe provocare l’annullamento della concessione e la sua rimessa a gara regolare», conclude la nota. LL/Agipro

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