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Ultimo aggiornamento il 23/09/2019 alle ore 12:14

Attualità e Politica

11/06/2019 | 12:01

Il distanziometro espelle il gioco legale, studio CTB: “Il 95% del territorio di Salerno inaccessibile per gli operatori”

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distaziometro studio salerno

ROMA - Il distanziometro – anche quello “light” a 150 metri dai luoghi sensibili - espelle il gioco legale dal territorio. Lo dimostra, una volta di più, lo studio realizzato nel Comune di Salerno dalla CTB, società di Micro-Marketing e Local Intelligence, e presentato nella tappa odierna dell’evento “In nome della legalità” organizzato da Codere.  L’analisi del territorio ha reso possibile localizzare le aree di possibile insediamento di sale gioco e sale scommesse, tenendo conto della distanza minima dai luoghi sensibili di 150 metri e della più restrittiva normativa che prevede 500 metri. Nel 77% dei casi – sottolinea CTB - i punti consentiti dalla normativa vigente (distanza di 150 metri) per l’insediamento di punti gioco sono in zone rurali (59%) o suburbane (18%). Uno studio qualitativo di questi punti evidenzia poi che l’insediamento è fisicamente impossibile oppure commercialmente non fattibile per diverse ragioni: mancanza di servizi primari, zone disabitate o scarsamente popolate, assenza di immobili commerciali. Complessivamente si arriverebbe a un 94,8% di casi in cui i punti gioco sarebbero di fatto non consentiti o non fattibili. Considerando invece l’innalzamento a 500 metri della distanza minima, la percentuale salirebbe a 98,8%.

Un quadro desolante, che già era emerso attraverso studi compiuti su altre aree del paese, come la provincia di Torino. «L'effetto combinato della normativa vigente e delle caratteristiche territoriali lascia pochissimo spazio di insediamento all’interno del Comune di Salerno (il 5,2% del territorio), configurando un considerevole effetto espulsivo dell'attività di gioco legale dal tessuto urbano e commerciale. In questo già difficile scenario, un ipotetico innalzamento a 500 metri della distanza minima, a Salerno avrebbe effetti devastanti per il gioco legale. La porzione di territorio praticamente fattibile per l'insediamento del gioco legale scenderebbe all'1,2% (meno di un Km quadrato) e l'espulsione diverrebbe praticamente totale», evidenzia Vincenzo Turi, Managing Partner CTB Consulting.

In Campania, secondo il Libro Blu 2017, sono attivi 7.640 esercizi con Newslot e 535 sale VLT.  L’effetto espulsivo del gioco legale dal territorio provocherebbe una diffusione del gioco illegale, sia su rete fisica sia attraverso l’utilizzo di piattaforme online non autorizzate. «Una compiuta e organica disciplina del settore del gioco legale deve andare di pari passo con un efficiente strategia di contrasto al gioco illegale - sottolinea Giovambattista Palumbo, Direttore Osservatorio sulle politiche fiscali Eurispes. -  È dunque fondamentale impedire ogni fattore di illecita concorrenza, magari anche attraverso l’attribuzione di competenze specifiche agli organi di polizia locale e l’utilizzo di indicatori di rischio. E risolvendo, una volta per tutte, il problema dei centri trasmissione dati e dell'individuazione del Paese di residenza fiscale dei bookmaker esteri». 

NT/Agipro

 

 

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